14 dicembre 2011 | Massimo Venturi
Soddisfazione del presidente Elkann e di Sergio Marchionne per l'accordo con i sindacati ad esclusione della FiomSiglato il nuovo contratto per Fiat Pomigliano
Marchionne contestato fuori ai cancelli dello stabilimento da un gruppo di manifestanti
Soddisfazione da parte del presidente Fiat John Elkann e dell’Ad Sergio Marchionne in merito all’estensione del contratto già applicato ai lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d’Arco a tutti i lavoratori del gruppo Fiat, e che sarà applicato a partire da gennaio 2012. “Ora Pomigliano è un modello per organizzazione e capacità competitiva e sicurezza sul lavoro”, ha dichiarato Elkann. Gli ha fatto da eco l’Ad Fiat Sergio Marchionne, il quale è stato contestato da un gruppo di manifestanti fuori i cancelli dello stabilimento G. Vico, ma che poi è stato applaudito dagli operai della catena di montaggio, ed ha dichiarato : “Conosco bene tutti i nostri stabilimenti, e ad oggi quello di Pomigliano è il migliore stabilimento Fiat al mondo”. Marchionne ha poi chiarito che verranno mantenute le prospettive occupazionali con il pieno impiego dei 4200 dipendenti non appena la fabbrica ritornerà a pieno ritmo producendo 1050 vetture al giorno del nuovo modello Fiat Panda, ed infine ha concluso ribadendo che : “Chi ha ancora dubita che in questo stabilimento si possano fare le cose e farle bene, non ha che da venire qui, vedere le parti della fabbrica e parlare con la gente che ci lavora”. Soddisfazione anche dal mondo politico con il Sindaco del capoluogo partenopeo Luigi De Magistris che ha dichiarato : “Oggi è un giorno importante perché si ufficializza l’inizio della produzione della nuova Fiat Panda a Pomigliano, frutto anche delle dure battaglie condotte nei mesi scorsi dai lavoratori e dalle lavoratrici. Pomigliano dunque non chiude e resta un centro produttivo. Eppure – ha proseguito De Magistris – non è certo un giorno di festa per il mondo del lavoro e per la democrazia, oggi infatti si celebra la fine del contratto collettivo nazionale e la fine della rappresentanza sindacale”.
Massimo Venturi





