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mercoledì, 29 mar 2017 - S. Secondo
IL CAOS

Pompei: i panem et circenses che fanno male alla cultura

I liquami dei giorni scorsi e l'inciviltà delle folle di turisti che hanno affollato il sito di Pompei per l'iniziativa ministeriale "Domenica al Museo", hanno messo alla luce una volta di più le carenze organizzative all'interno del sito facendo emergere i vecchi problemi di sempre.
3 maggio 2015  -  
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un “banchetto” improvvisato sui muri antichi di Pompei.

Su tutti i giornali e i siti web, tra oggi e domani, vi verrà detto che l’iniziativa  “Domenica al Museo” di questo mese di maggio è stato un successo, che i visitatori nel solo sito di Pompei, per non parlare degli altri luoghi di cultura campani, si sono addirittura raddoppiati rispetto a Pasqua, troverete le dichiarazioni di Franceschini, ebbre di orgoglio e soddisfazioni. Troverete meno altre cose: i liquami che hanno invaso il sito di Pompei peggio di una cloaca, fatti risalenti alla giornata di ieri e riportati solo da pochi colleghi, e soprattutto la marmaglia indisciplinata e irrispettosa che oggi si è abbattuta su Pompei come una mannaia. La stessa marmaglia finita nei numeri tanto decantati dal ministro Franceschini.

Una donna che senza alcun riguardo passeggia all'interno di un impluvium, senza alcun controllo.

Una donna che senza alcun riguardo passeggia all’interno di un impluvium, senza alcun controllo.

Una marmaglia che ha bivaccato nel sito, assumendo i comportamenti più beceri e incivili: dalle cartacce gettate senza ritegno ai veri e propri accampamenti umani degni delle migliori (o peggiori) gite fuori porta. Insomma una Pompei invasa da turisti improvvisati, attirati dall’ingresso gratuito, in uno spazio surreale, degno dei panem et circenses dell’antichità. Una folla che cercava un diversivo, non certo una giornata alternativa fatta di arricchimento e crescita culturale.

Il punto in questione, tuttavia, non è la folla incivile ma la strategia, anzi la convinzione, errata in Franceschini e nel suo staff, che basti un ingresso gratuito, una domenica del mese, per avvicinare i cittadini al patrimonio culturale della nazione. Non è un’equazione così semplice, purtroppo per il ministro. Alla cultura si arriva per gradi e si tratta di un percorso lungo, all’interno del quale un ruolo di primo piano è rivestito inevitabilmente dalla formazione, dal potenziamento nelle scuole della Storia dell’Arte e dalla vecchia educazione civica. Insegnare per formare. Formare per crescere. Crescere per rispettare. Invece, si sceglie, come prassi consolidata in questo paese, la via populistica, il liberi tutti, la demagogia, la grande abbuffata che comporta solo cattiva digestione e conseguente repulsione del cibo-cultura.

A tutto questo si aggiunga infine, quale insopportabile contraddizione, che mentre si promuovono, anche con una certa e improvvida fierezza, le domeniche del museo si aumenta il costo del ticket d’ingresso agli Scavi ( da 11 a 13 euro a partire dal prossimo 26 maggio), colpo di grazia, lo diciamo da tempo, per allontanare le fasce economicamente più deboli della popolazione dalla fruizione di musei e siti archeologici.

Angelo Mascolo

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