Napoli, Bagnoli: movida molesta, parcheggiatori, droga e prostituzione

cc-bagnoliIncivile e illegale movida nel weekend a Bagnoli: percorrendo ieri dopo le 24 piazzetta Bagnoli a Napoli sotto il locale commissariato di polizia lo spettacolo che si presentava era a dir poco osceno. Giovani ubriachi ovunque in evidente stato di eccitazione, auto in sosta vietata (praticamente in quarta fila) e musica a tutto volume che letteralmente rompeva i timpani.

Il tutto condito dalla presenza di parcheggiatori abusivi, arroganti e frettolosi, che operavano a 10 metri dal commissariato. Per non parlare dello smercio di droga praticamente visibile senza particolari “sforzi”. Altro caos nei pressi del multisala Med in viale Giochi del Mediterraneo e nei pressi del pronto soccorso del nosocomio San Paolo in via Terracina dove ogni sera di fronte all’ingresso dell’ospedale lavorano prostitute di colore mentre parcheggiatori abusivi presidiano ininterrottamente il perimetro esterno della struttura. Ripetiamo: extracomunitarie irregolari di colore che si prostituiscono in bella vista davanti ad uno degli ospedali più gettonati di Napoli. Una vergogna senza fine per interi quartieri abbandonati dalle istituzioni, dal decoro e dalle legalità.

Un’indecenza che continua da anni senza che nessuno muova un dito per quanto meno salvare il salvabile. Bagnoli agonizza sotto il peso di politiche industriali scellerate che hanno inquinato i luoghi sino all’inverosimile: acque non balneabili, arenili con tanto di divieto relativo all’elioterapia popolati da bagnanti incoscienti serviti da abusivi che noleggiano lettini e ombrelloni, oltre a vendere alimenti e bevande alcoliche. E’ opportuno ribadire il concetto: tutti vedono e sanno ma nessuno interviene. Allora di quale miglioramento blatera il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a quale contesto si riferisce quando sbandiera una bonifica territoriale che forse è l’unico a vedere in città. Certamente non di Napoli e non di quartieri a rischio come Bagnoli.

Qui si tratta di offendere l’intelligenza e la dignità degli onesti cittadini. Come avere davanti a simili esempi di inefficienza ancora fiducia nelle istituzioni, come chiedere ai giovani di investire nei luoghi quando persino i più temprati gettano la spugna perché esasperati dai disservizi e oppressi dal fenomeno malavitoso. Le denunce per estorsione aggravata presentate da imprenditori del posto ai carabinieri avevano fatto ben sperare in una offensiva vincente della legalità sul costume camorristico.

Auguriamoci che non si tratti di un venticello primaverile ma di una brezza invernale contro camorristi senza scrupoli spesso collusi con la cattiva politica. Non è pensabile che da soli individui semi analfabeti possano mettere su imprese con operazioni estero su estero riciclando cifre da capogiro che richiedono il lavoro certosino di numerosi professionisti. Allora vengano fuori una volta e per tutte i nomi dei burattinai del sistema: si assicurino alla giustizia colletti bianchi più spietati dei camorristi di strada e popolino a tempo indeterminato le patrie galere. Quello il posto che merita chi ha portato Napoli e l’Italia allo sfacelo.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.