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Torre Annunziata 
All’Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi alla sede di via Murat, ex scuola “Parini”, qualche genitore ha fatto sentire la propria voce protestando per l’eccessivo freddo

Risolto lunedì il problema riscaldamento alla scuola di via Murat, protesta infondata

La dirigente Antonella d'Urzo: "Il guasto alla caldaia è stato risolto nella giornata di lunedì. Pronto l'intervento degli uffici comunali, termosifoni accesi. Infondata la protesta e le minacce di non entrare a scuola per oggi, quando il problema è già stato risolto da due giorni"
11 gennaio 2017  -  

Plesso scolastico di Via Murat

Freddo eccezionale quello che ha colpito tutto il Sud Italia. Freddo eccezionale che si è fatto sentire in tutti gli edifici pubblici che sono stati chiusi per più giorni in queste appena passate vacanze natalizie. In prima fila le scuole che al rientro, lunedì scorso, sono state trovate, per ovvi motivi, ancora gelide.

Una situazione comune a migliaia di edifici scolastici della provincia di Napoli, non escluse le scuole torresi. Quando poi all’anomala ondata di freddo si associa un guasto o un malfunzionamento, magari causato proprio dagli straordinari a cui sono state sottoposte le caldaie e allora si registra il collasso e partono le proteste.

A Torre Annunziata a finire sulla stampa è stata quella legata ad una delle tante scuole cittadine che versano, in realtà, in condizioni simili se non peggiori, sotto il profilo del riscaldamento. All’Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi e precisamente alla sede di via Murat, edificio dell’ex scuola “Parini”, qualche genitore ha fatto sentire la propria voce protestando per l’eccessivo freddo sofferto in classe dai propri figli.

Tutto condivisibile se non fosse che alla luce dei fatti, la polemica sembra effettivamente sgonfiarsi perché, utilizzando una formula inadeguata per il contesto, ma prettamente calzante: i fatti non sussistono.

Dai documenti presenti presso gli uffici di dirigenza, ma soprattutto alla luce dei fatti, constatati proprio in mattinata da alcuni rappresentanti dei genitori accompagnati dalla dirigente Antonella d’Urzo, la scuola di via Murat è stata interessata da lavori di manutenzione alla caldaia già da sabato 7 gennaio, a seguito di una comunicazione da parte degli uffici amministrativi della scuola ed in prima persona dalla dott.ssa d’Urzo. La stessa dirigente ha confermato la richiesta al comune ed il tempestivo intervento dei tecnici e degli operai inviati dal sindaco Starita. “Purtroppo – ha aggiunto la preside – nella giornata di sabato scorso non è stato possibile risolvere il guasto. In effetti, ci è stato riferito dai tecnici intervenuti, che il problema era legato ad un componente da sostituire, il quale era più complicato da reperire dato che la caldaia non è proprio nuovissima e ciò ha messo in difficoltà anche i fornitori. Fortunatamente – ha continuato la dr. d’Urzo – già nella giornata di domenica, per interessamento diretto del sindaco Giosuè Starita, il pezzo da sostituire è stato acquisito e già lunedì in mattinata l’intervento alla caldaia è stato effettuato”.

Da qui ad avere una scuola perfettamente riscaldata, un edificio a pieno regime sotto l’aspetto del calore nelle aule, qualche disagio si è comunque dovuto subire. In effetti l’edificio di via Murat è molto ampio e ci sono voluti un paio di giorni affinchè  si ristabilisse una certa normalità.

Storie di normale amministrazione nell’Italia del 2017, di celerità e di, forse inattesa, efficienza. Storie di normale amministrazione anche quelle legate ai reclami dei genitori, che devono fare presenti le vicissitudini dei figli e della comunità scolastica. Meno normale, invece, annunciare scioperi e “ammutinamenti” per un problema, in effetti già risolto. Minacciare di restare a casa mercoledì 11 gennaio, quando la soluzione è già stata trovata lunedì 9 gennaio, non è comprensibile.

A quanto pare la protesta non era stata concordata con i rappresentanti eletti dei genitori, ne tantomeno presentata prima alla dirigenza della storica scuola torrese che nel frattempo si era già attivata e, coadiuvata dal comune, aveva già risolta la causa scatenante della protesta stessa. In poche ore si è creato un caso fondato praticamente sul nulla. Qualche disagio effettivamente c’è stato, ma i tempi tecnici da rispettare e l’eccezionale situazione climatica non potevano che creare una situazione come quella della scuola di via Murat.

Questa mattina, intanto, proprio il dirigente scolastico si è recata all’edificio ex Parini per verificare l’effettiva situazione climatica delle aule ed il regolare funzionamento dell’impianto di riscaldamento. “In tutta la scuola i calorifici sono in funzione. La caldaia è stata rimessa in servizio e il termostato alzato di qualche grado, purtroppo si dovrà attendere ancora qualche giorno per avere un pieno regime, ma oggi la situazione è già nettamente migliorata. Ringrazio il primo cittadino per il celere intervento e per la disponibilità mostrata verso la nostra scuola. Meglio di così non si poteva proprio fare, resto solo dispiaciuta per la sterile polemiche che si è venuta a creare, ripresa dalla stampa locale, che alla luce dei fatti non ha motivo di essere. La porta del mio ufficio, da settembre quando mi sono insediata a Torre Annunziata, è stata e resterà sempre aperta alle richieste, ai consigli e alle necessità di genitori ed alunni”.

Di certo nelle scuole di mezza Italia fa ancora freddo, il problema è che fa proprio freddo in mezza Italia. L’emergenza forse andava fronteggiata lasciando gli studenti a casa per qualche altro giorno nella speranza che il clima diventasse più clemente, ma questo sarebbe dovuto essere deciso dai sindaci o dai prefetti, proprio come è avvenuto in tanti comuni e province sotto la neve o strette nella morsa del freddo. Ciò non è accaduto a Torre Annunziata. Fermo restando che nel caso specifico della scuola di via Murat i termosifoni restano accesi e lo sono già da qualche giorno, le alternative restano due: restare a casa o tornare a scuola sapendo che siamo in inverno e che fa particolarmente freddo, sapendo anche che magari a scuola si piu stare con i cappotti indossati. Ma queste sono decisioni che individualmente dovranno prendere i genitori.

Roberta Miele





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