Napoli, raid al mercato della “Maddalena”: fermati gli autori della sparatoria

Brillante lavoro di intelligence della polizia di stato a Napoli: identificati e fermati gli autori della sparatoria nel mercato della “Maddalena” che portò al ferimento di una bambina di dieci anni. A comunicarlo è stata la stessa polizia di stato tramite il proprio account ufficiale del social network “Twitter”. A breve dovrebbero essere rese note le generalità dei responsabili del raid camorristico ai danni di ambulanti extracomunitari del mercato.

“Individuati e fermati a Napoli gli autori della sparatoria al mercato di Forcella. Ferirono una bambina e tre stranieri. – si legge nei due ‘tweet’ della polizia – Al momento i risultati investigativi sono di due persone in carcere e due agli arresti domiciliari”.

Un episodio gravissimo nel regno criminale del clan di camorra dei “Mazzarella” ultimamente colpito da arresti eccellenti e sequestri ingenti di beni mobili e immobili. Dopo l’arresto di Vincenzo Mazzarella (alias “Harry Potter”) e di Salvatore Barile, nipote del boss Vincenzo Mazzarella senior (alias Vincenzo “‘o pazz”), i Mazzarella sarebbero orfani di carismatici riferimenti apicali. Un dato che starebbe portando il clan a commettere “errori” nella logica malavitosa delle famiglie che contano: finire in cronaca per pochi euro di tangente da estorcere a venditori extracomunitari, fare fuoco tra la gente ferendo (miracolosamente non uccidendo) una bimba innocente sul posto per caso non è di una storica e potente famiglia di camorra.

Evidentemente il livello criminale dei Mazzarella è vistosamente calato: da lodare il coraggio degli extracomunitari che hanno reagito all’illegalità e alla prevaricazione violenta meritando il plauso della comunità partenopea. Complice l’ignoranza che sovrana ancora regna nella periferia e in buona parte del centro storico di Napoli e l’inoccupazione ormai endemica sul territorio la camorra ha gioco facile nel reclutare affiliati giovanissimi da buttare in prima linea in una guerra senza esclusione di colpi per il controllo degli affari illeciti.

Il business della droga: questa la causa dei continui scontri tra i vecchi clan della Nuova Famiglia e i gruppi emergenti comandati da baby ras fanatici e spesso cocainomani consumati. Nessuna regola morale, nessun freno inibitore: uccidere chiunque ostacoli l’ascesa criminale dei boss della nuova camorra. I cittadini continuano a vivere nel timore di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato: ma ormai questo triste dato a Napoli non fa più notizia.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.