Inferno di fuoco tra Napoli e Pozzuoli: paura per molte famiglie

L'incendio sviluppatosi nelle prime ore del pomeriggio di ieri ha messo in pericolo decine di famiglie che abitano i luoghi: i cittadini spaventati hanno preferito trascorrere gran parte della serata e della notte in strada

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Fiamme alte decine di metri e colonne di fumo visibili anche da grandi distanze hanno profondamente turbato la notte dei partenopei a Fuorigrotta.

Nello specifico in via Campegna, quartiere Cavalleggeri, gli interventi dei Vigili del Fuoco, degli uomini della Protezione Civile, dei Carabinieri, della Polizia di Stato e di quella locale sono andati avanti per diverse ore fino all’alba.

L’incendio sviluppatosi nelle prime ore del pomeriggio di ieri ha messo in pericolo decine di famiglie che abitano i luoghi: i cittadini spaventati hanno preferito trascorrere gran parte della serata e della notte in strada, in attesa di poter rientrare in sicurezza nelle proprie abitazioni.




Il rogo ha lambito per diverso tempo i palazzi della zona che sono stati illuminati dalle fiamme che hanno continuato ad ardere per ore. Scene di panico tra la gente terrorizzata: alcuni residenti hanno raccontato così quei brutti momenti: “Siamo scesi in strada da subito temendo seriamente per le nostre vite. Questo è il secondo incendio, sviluppatosi nel tardo pomeriggio di ieri.

Abbiamo lanciato immediatamente l’allarme e chiesto aiuto che comunque ci è stato dato seppure da poche unità operative. Abbiamo chiesto l’intervento anche del Corpo Forestale e di un elicottero che però non ci è stato fornito. Adesso speriamo che sia realmente tutto finito : siamo esausti e amareggiati da un andazzo insostenibile. Vogliamo poter tornare alle nostre case in piena sicurezza e lasciarci tutto alle spalle”.

Sui ritardi e sull’inadeguatezza dei mezzi di soccorso probabilmente verrà avviata un’inchiesta: le fiamme erano talmente estese che proprio non si capisce perché gli organi preposti abbiano gestito con forse eccessiva disinvoltura una vicenda che ha profondamente scosso il vissuto di tante famiglie.

Se qualcuno ha sbagliato nel coordinare i soccorsi venga fuori: non è ammissibile pensare che a gestire un servizio di importanza vitale per la comunità ci siano persone incapaci di valutare l’entità dell’accaduto e attivare in tempi utili le opportune procedure di messe in sicurezza dell’area urbana interessata da calamità naturale o da qualsivoglia emergenza.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.