Winter Time. Ritorno della regina che perde il “pelo” (ma non il vizio)

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E’ di nuovo il suo momento. L’ imperatrice triste torna a sorridere. Una vena nostalgica reclama la sua ascesa ai freddi giorni metropolitani. E lei risponde questa volta sottomettendosi all’estro dei creativi.”Che si faccia quel che si voglia!” ha detto. Ed eccola accontentata.
La scorsa stagione avevamo scorto timidi accenni.”Zampini” qua e là. Stranamente nessuna obiezione. Ma come abbia fatto a ripresentarsi in passerella, Dio solo lo sa (ha sedotto quasi tutti gli stilisti la maliarda!). Che pelo sullo stomaco (mi si permetta di dire!). Eppure la pelliccia è risorta dalle ceneri, le stesse del leggendario falò in piazza, quando Marina Ripa di Meana si liberò dell’ultimo(?) zibellino, dandogli fuoco. Una caduta vertiginosa quella. Si era passati da un amore incondizionato al disprezzo più profondo. Da regina dell’inverno a ripudiata in un interno. Peccatrice e tentatrice. Umiliata, calunniata, pestata, se ne è andata con “la coda tra le gambe”. La sciabolata finale venne data da quel “Piuttosto nuda (che in pelliccia)”, slogan tranchant di Naomi Campbell che con le altre top dai poster delle città decretava la fine senza appello. Fu così che visone & Co. persero il vizio. Ovvero cessarono di “tirarsela”. Disarcionati dalle spalle scoliotiche della proprietaria di turno, sono scesi dalla ruota del pavone. Hanno detto addio a snobismi e altezzosità, a favore di una ritrovata “umiltà”. Anni di analisi (prima la fama e poi la fame) chiusi al soffocamento delle cabine armadio sono serviti a rielaborare la colpa di un passato di opulenza sbattuto poi in faccia (tutte a inorridire ed a izzarsi alla vista di un semplice pelucchio!!)
Espiata la colpa? A voi la sentenza!
Eppure dopo il lungo calvario, questa stagione ha rilasciato la pelliccia, evidentemente per “buona condotta”.
Nonostante il freddo polare di certi inverni sia rinchiuso nello scrigno dei ricordi, la pelliccia ritorna quindi ad essere un MUST IRRINUNCIABILE (e tutte le proteste passate? mah!) simbolo della stagione. Con le dovute varianti che ne smontano appunto il cliché dell’opulenza. Smacchiata dal vecchiume provinciale (che faceva tanto zia zitelluccia) e depilata dalle tracce di supponenza (qui invece regalava un’allure alla Crudelia Demon) lo status symbol si trasforma in vezzo. Non più sottomessa ai diktat di guardaroba aviti, come detto, si è sottoposta ad un restyling sia nella funzione e sia nello stile, concentrandosi su dettagli e rifiniture e ridimensionando i propri volumi. Infatti non è più lei, tanto risulta magra, assottigliata. Leggera come una piuma (non più cavernicole figure o peggio informi figure avvistate per le vie cittadine).
FA DI TUTTO PUR DI PIACERE. E’ capace di trasformarsi, da un momento all’altro, in una borsa arrivando persino ad inginocchiarsi ai bordi di uno stivale, fino a scendere come decoro sulla scarpa. Pelliccia ovunque, dunque. Nessuna porzione dell’outfit viene risparmiata da questa morbida e calda invasione. Non solo capispalla, ma anche gli accessori diventano preziosi per definire il look, come il sandalo in visone (il re) o la clutch in lapin (il principe).
E sui manti si stendono i colori della terra. Una profusion sensoriale costituita da velli dalle sfumature più varie, che virano dal rassicurante champagne all’austero testa di moro.
Elegantemente country sfoggiando invece un maxi gilè “opulento”, chiuso in vita da una cintura, perfetto da portare a vista, sotto cappotti e impermeabili, aggiungendo tocchi in cuoio: una vera e propria pastorella glamours dall’appeal selvaggio!
Disposta a tutto, non fa neppure storie quando DIVENTA FODERA, lasciando volentieri il ruolo da protagonista al cappotto-Miu Miu-.
Che dire del collo? Collar’s rules verrebbe da rispondere. Obbedendo alla legge dei vasi comunicanti -che funziona anche nel fashion-, prevale un collo montante ad anello laddove le maniche si accorciano: reminescenza fifties che suggerisce lunghi guanti, perché no, anch’essi in pelliccia-Fendi-.
Contro i RIGORI INVERNALI E IL GRIGIORE DELL’ANIMA, LA PELLICCIA punta sul CONTRASTO SPIAZZANTE DEI COLORI MAN-MADE. Un twist da dosare con fantasia (ed humour), come un fuoco d’artificio.
Blu elettrico, fucsia, rosso fuoco, arancione fluo sono solo alcuni degli ingredienti di una ricetta vincente, che trasforma in gioco il dubbioso rituale del dressing up for a party. Ne sa qualcosa Anna Molinari che per la sfilata Blugirl, ha presentato pellicce lunghe, gilet, bolerini, coprispalla colorati nella stessa tonalità degli abiti di raso. Fanciulle vanitose e un po’ coquette (con la parigina che sormonta il collant coprente o fumè), tinte di verde smeraldo, ciliegia e blu ottanio. Funny chic!!
Lo sfizio degli stilisti regna sovrano. Curioso l’effetto shiny del visone misto al nylon targato Custo Barcelona e del degradè di Valentino che stempera la palette di colori in sfumature da esaltare ton sur ton con l’abito sottostante, o da ridimensionare con un paio di jeans.  
Si anche allo spot di colori decisi e materiali in contrasto, per completare un outfit semplice come un tubino, impreziosendolo con dettagli in raso (una fettuccia in vita da usare come cintura).
E per un audace cambio di prospettiva, i lunghi gilet si possono sovrapporre anche al cappotto classico, abbinati, magari, a un paio di seducenti cuissardes. Oppure la scelta sarà su manti inediti che ricreano l’EFFETTO RARITA’ SEVENTIES come il pelo lungo di scimmia-Dolce e Gabbana-. Effetto monkey in tinte fluo persino abbinati tra loro.
IL MUST è DIVERTIMENTO! SPERIMENTAZIONE E PARTICOLARITA’ LE PAROLE CHIAVI!!
Finalmente sdoganata è diventata oggetto di libertà espressiva e poliedrici eccessi. La provocazione induce ad osare, trasformando in complemento del look ciò che prima era destinato alla battaglia contro il freddo.
Tagliata a vivo, spruzzata, colorata, rifinita, rivoltata, stropicciata. Si è lanciata ad occhi chiusi. Cosa dovrà ancora sopportare? Ultimamente le hanno proposto persino di diventare una custodia di un accendino. Stava accettando, ma il ricordo di andare nuovamente in fumo l’ha fatta “rabbrividire”!!

M.Chiara D’Apolito

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Il settimanale “Il Gazzettino vesuviano” fondato nel 1971 da Pasquale Cirillo, si interessa delle tematiche legate al territorio vesuviano; dalla politica locale e regionale, a quella cultura che fonda le proprie radici nelle tradizioni ed è alla base delle tante realtà che operano sul territorio.

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