Gragnano: parte “Il Piennolo d’oro”

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Tre giorni, dal 9 all’11 marzo, all’insegna della gastronomia, libri e moda nel Pastificio Afeltra di Gragnano. Giovedì 11 il clou della manifestazione con il premio internazionale Piennolo d’Oro. Abbinato, per la prima volta, il Premio Etichetta brillante destinato al miglior adesivo delle bottiglie di vino a cura dell’Ais Comuni Vesuviani. Il nuovo concorso vuole esaltare oltre la qualità del prodotto il design e la storia delle etichette. “La giuria presieduta dal sommelier Pasquale Brillante – spiega Andrea Riccio, promotore dell’evento –  sarà composta da attori, architetti, grafici e giornalisti enogastronomici. Abbiamo voluto dedicare con questo riconoscimento uno spazio al settore vitivinicolo con uno sguardo all’immagine e alla storia delle aziende campane”. La kermesse, martedì 9 e mercoledì 10 nella mattinata educazione alimentare a cura della Coldiretti, nel pomeriggio Villaggio del Gusto, degustazione guidata con vini  “I colori del Mediterraneo”, durante la serata Gastrocaffè letterario di Angelica Santaniello con presentazione del libro “Dolci in famiglia” e Flambè e moda a cura dei soci Amira e della Doron, Sarti per passione; mercoledì esibizione degli chef per la selezione del Premio Piennolo d’Oro; nel pomeriggio salone e stands con degustazione di prodotti tipici campani, in serata Premio amici del Pomodorino a cura di Laura Gambacorta e sfida ai fornelli tra giornalisti e vip. Giovedì l’assegnazione del Premio Piennolo d’Oro” al miglior chef  italiano. La conferenza stampa nei saloni dello Starhotels Terminus, presenti ristoratori e produttori; Giuseppe di Napoli, presidente Associazione Maitre Ristoranti Alberghi, Alberto Alovisi, presidente Associazione Direttori d’Albergo. Gli chef in gara dovranno far esaltare le loro creazioni con l’oro rosso, vale a dire i pomodorini del piennolo del Vesuvio, pasta di Gragnano e la vasta gamma dei prodotti tipici locali. Dal piennolo i cuochi potranno cogliere i pomodorini che diventeranno gli ingredienti principali dei loro piatti. I pomodorini del Vesuvio, detti comunemente “piennolo”, oppure “spongilli” per via della tradizionale tecnica di appenderli uniti a grandi grappoli, crescono sui terreni impervi delle pendici vesuviane. Non vanno confuso con i comuni pomodorini dei supermercati: le bacche rosse hanno un piccolo pizzo dell’estremità, squadrature laterali vicino al picciolo, buccia spessa, polpa soda e compatta ed un sapore dolce-acidulo delizioso e inconfondibile. Il loro impiego sulle bruschette, pizze, spaghetti e intingoli a base di pesce.

Mario Carillo

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