Boscotrecase, oltre la discarica… nessuna novità

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Il comitato cittadino ha organizzato martedì scorso, nel teatro parrocchia Addolorata di Boscotrecase, il convegno pubblico “Oltre la discarica, rischi, analisi e proposte” che ha visto tra i relatori l’assessore regionale Walter Ganapini. L’inizio del suo mandato risale a circa due anni fa, quando in piena emergenza Bassolino lo nomina con delega all’Ambiente, sperando che la presenza dell’ex presidente di Greenpeace Italia nella sua impopolare giunta possa in una qualche maniera attenuare le proteste dei cittadini campani furiosi.

Effettivamente l’assessore ex ambientalista sembra arrivato per cercare un dialogo con le comunità in lotta e tenta da subito di accaparrarsi le loro simpatie denunciando: «L’ASIA ed i suoi dipendenti come il cancro napoletano sui rifiuti, il carrozzone Recam (oggi Astir) per le sue inadempienze, il ritrovamento di macchinari utili a migliorare gli impianti di CDR ancora imballati e mai usati, l’esistenza di 11 impianti di compostaggio pagati e mai entrati in funzione perché non consegnati o, peggio, di siti di compostaggio usati per lo stoccaggio delle ecoballe come  San Tammaro e  Caivano e l’esistenza della discarica di Parco Saurino 3, pronta e mai utilizzata, che avrebbe potuto evitare l’ultima emergenza ed invece è stata del tutto ignorata dai vari commissari ai rifiuti».

Nessuno però riesce ancora oggi a spiegarsi come mai Ganapini non sia mai andato oltre certe dichiarazioni rilasciate ai cittadini e al Forum Rifiuti Campania da lui fortemente voluto, piuttosto che utilizzare tutti i mezzi in suo possesso per tentare di arrestare il disastro ambientale che ha, passo dopo passo, inghiottito la regione Campania. Non aiuta a chiarire la vicenda, l’intervista rilasciata negli ultimi giorni nella quale ha sostenuto a sua discolpa di “aver avuto le mani legate”, non spiegando poi da chi. È comprensibile dunque la rabbia del Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania che da qualche mese, offrendo interessanti spunti di riflessione, chiede a gran voce le sue dimissioni: «Arrivare in Campania, terra ambientalmente violentata e distrutta; proporre a dei cittadini assetati di democrazia e partecipazione, addirittura un Forum dove poter discutere di tutto, anche del revamping dei 7 impianti di CDR (gioielli di fattura tedesca pagati 270 milioni di euro, sabotati o mal utilizzati) proponendo di trasformarli in impianti a freddo per recuperare al massimo la materia; fare tutto questo con il solo scopo di tenere buoni comitati civici ed associazioni ambientaliste e manipolarli per ottenere l’avallo della società civile e coprire l’operato della Regione, rispettando le norme europee relative alla partecipazione pubblica, è forse ancor peggio che rubare i sogni di libertà ad un prigioniero condannato all’ergastolo. Per tutto questo chiediamo le dimissioni dell’Assessore Walter Ganapini, certi che non ha rappresentato né rappresenterà mai alcuna luce nel buio del disastro ambientale campano, una luce che purtroppo bisogna ancora continuare a cercare».

Oltre a valutazioni e riflessioni restano i dati e quelli ci dicono che nonostante un ex ambientalista abbia occupato la poltrona dell’assessorato all’Ambiente, in Campania nessun impianto di compostaggio è funzionante, non è stata messa in atto una seria raccolta differenziata e non v’è stato nessun revamping degli impianti CDR. L’unica operazione, nella quale Ganapini ha profuso tutte le sue forze, è stata l’accordo siglato con Francesco Curcio, direttore generale dell’Aitec (associazione di categoria delle cementerie italiane) per bruciare ecoballe nei forni dei cementifici.

 Acunzo Giacomo
Vincenzo Iandolo

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