Rapporto sui trasporti in Campania: Regione all’avanguardia

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“In Italia da decenni mancano grandi progetti strutturali per risolvere alcune questioni strategiche, e tra queste c’è sicuramente quella di una mobilità pulita, di città finalmente senza smog e traffico, di infrastrutture efficienti a servizio di persone, famiglie e imprese. Serve dunque un Progetto Paese sui trasporti, che finora non c’è, anche mettendo a frutto l’esperienza che abbiamo fatto e stiamo facendo in Campania, dove questo settore cresce tre volte in più rispetto al resto della regione, genera un’occupazione media annua di 130mila persone e realizza investimenti in infrastrutture in grado di creare 30mila lavoratori all’anno in più solo nell’edilizia”. Così l’assessore ai Trasporti della Regione Campania lancia la sua proposta, commentando i dati del terzo rapporto annuale dell’ACAM (Agenzia campana per la mobilità sostenibile), dal titolo: “Infrastrutture, industria e servizi di trasporto e logistica in Campania”, presentato oggi a Napoli. L’assessore ha indicato nel metodo di lavoro adottato in questi anni, basato su tre fondamentali principi – visione d’insieme, utilizzo delle migliori competenze e concertazione con gli enti locali e i cittadini – un modello che deve continuare a essere seguito per ottenere altri importanti risultati, in grado di aiutare la Campania a crescere e a uscire dalla crisi. “In un Paese in cui sembrano andar di moda le emergenze – ha affermato l’assessore – i risultati ottenuti nei trasporti testimoniano come una Regione, in passato nell’occhio del ciclone per vicende come quella dei rifiuti, possa essere anche un vero e proprio modello di pianificazione e di efficienza, senza dover ricorrere a poteri speciali, ma utilizzando una capacità di gestione trasparente e corretta di grandi budget e di realizzazione degli interventi in tempi concordati”. “Siamo la prima Regione in Italia per investimenti in infrastrutture ferroviarie regionali e metropolitane – ha sottolineato – e anche quella con la maggiore crescita di dotazione infrastrutturale (+14% dal 2000). Già ora, prima del completamento della metro, Napoli è la città con la maggiore dotazione di ferrovie metropolitane e regionali per superficie e per abitanti. E dopo la Lombardia, la Campania è anche la Regione con i maggiori investimenti in adeguamento della flotta dei treni, con effetti positivi per tutta la filiera, a cominciare da quella delle costruzioni ferroviarie, che proprio qui ha importanti insediamenti”. L’assessore ha parlato anche della campagna elettorale per le regionali: “Finora non ho sentito nessuno dei candidati dire come intende sfruttare questo grande patrimonio che è in controtendenza con la crisi economica ancora in atto, né sopratutto indicare le proprie intenzioni nel metodo, nella programmazione, nella continuità di un lavoro cominciato ormai dieci anni fa e che a mio parere deve continuare il proprio percorso virtuoso. Possibile che un comparto come quello dei trasporti, che vale più della sanità in termini di valore aggiunto, non trovi spazio nel dibattito politico in atto?”. Anche a nome di tutti gli operatori coinvolti in questo settore – ha continuato l’assessore – preoccupati per il loro futuro e della Campania, mi sento in dovere di chiedere con forza a chiunque amministrerà la Regione dopo il 28 marzo di dare continuità ad alcune grandi priorità in corso di realizzazione, dal potenziamento del sistema logistico integrato, alla crescita della filiera industriale dei trasporti, fino al completamento di alcune grandi infrastrutture, metropolitana regionale, aeroporto di Grazzanise, Napoli-Bari, raccordo anulare della Campania “Capua-Villa Literno”, Lioni-Grottaminarda, Telesina e raddoppio della statale 268 del Vesuvio, solo per citare le principali”. L’assessore ai Trasporti è anche intervenuto sull’attualissimo problema dello smog e sulla chiusura dei centri urbani al traffico: “A mio parere le chiusure al traffico sono solo un palliativo, mentre con un progetto serio di potenziamento e integrazione del trasporto pubblico, sopratutto su ferro, gli utenti sono disposti a lasciare l’auto a casa, con benefici sull’ambiente e sulla vivibilità. Secondo la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ci vorrebbero 38 miliardi di euro per dieci anni, di cui 21 solo per le ferrovie regionali e metropolitane per sostenere in maniera efficace i trasporti e risolvere così il nodo ambientale delle nostre città”. Ma bisognerebbe cambiare anche il meccanismo di finanziamento del settore, che oggi è un autentico paradosso “poiché i fondi per i trasporti provengono dalle accise su benzina e gasolio, e dunque dalle tasche degli automobilisti, per cui quanto più aumenta il trasporto pubblico, tanto più si riducono le auto in circolazione e i relativi consumi di carburante, e quindi diminuiscono anche le risorse dagli automobilisti per finanziarlo. Meglio allora legare il reperimento di queste risorse ad altre fonti, come ad esempio l’Iva, che sono tra l’altro anche meno dipendenti da fattori altamente instabili quali appunto il costo del petrolio”.

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