Volla, Petrone: «Il PUC la più grossa sconfitta per Ricci»

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Dopo alcune settimane di cronaca politica incentrata su polemiche e contrasti, palesatisi negli ultimi consigli comunali, dichiarazioni dure dell’amministrazione e paventate sfiducie al presidente del consiglio Petrone, proprio con quest’ultimo abbiamo avuto, finalmente, un incontro per porgli alcuni quesiti politici ed amministrativi.

In un momento politico che vede il maggior partito di centro alleato del PDL, l’UdC di Volla si pone in forte contrasto con l’amministrazione di centrodestra che governa la città. Eppure proprio Petrone, allora segretario locale del partito, era stato uno dei principali alleati di Salvatore Ricci, oggi sindaco, in campagna elettorale. Un UdC vollese in controtendenza rispetto a Provincia e Regione?

«Purtroppo – ha esordito Petrone – parlare il linguaggio della verità può essere frainteso ed assimilato ad un atteggiamento di opposizione. Quando si fanno confronti politici bisogna essere all’altezza ed esserlo significa leggersi le carte ed entrare nel merito degli argomenti che si vanno ad affrontare. Così ho fatto sul Piano Casa, così, carte alla mano, sulle questioni relative al Centro AgroAlimentare. Quando porto un argomento in consiglio scendo sempre nel merito e non è fare opposizione, è avere un confronto dialettico chiaro su questioni sulle quali, troppo spesso, tanti fanno solo polemiche. Non è e non è stata mai opposizione. È solo un modo per sollecitare l’amministrazione ad operare per il meglio».

Secondo l’analisi del presidente Pasquale Petrone non è l’UdC ad essere in controtendenza, anzi, sarebbe proprio il contrario e sarebbe semplice dimostrare questo assunto.

«Mestre a livello sovracomunale – ha continuato Petrone – si rispettano i patti e gli impegni e con pari dignità si prendono decisioni e si ci confronta anche con l’Unione di Centro, a Volla non è stato e non è così. Tutti i partiti della coalizione avrebbero dovuto governare la città all’indomani della vittoria elettorale, ma non sono mai state concordate le scelte e non c’è mai stato un vero confronto tra le forze della coalizione. Noi siamo sempre stati fuori dall’amministrazione comunale, non per nostra scelta, pur essendo in maggioranza. Tre anni fa volevamo sederci intorno ad un tavolo, condividere le regole, i criteri, l’attribuzione delle deleghe, mettere le persone giuste al posto giusto. Tutto questo non fu possibile contravvenendo agli accorsi elettorali con arroganza e poca serietà. Il dato tragico è che ad oggi non è mai stata fatta una riunione di tutti i partiti dell’ “ex” coalizione che elesse Ricci. La maggioranza uscita dalle urne non è mai stata messa in atto, quindi chi è in controtendenza è proprio il sindaco e la sua amministrazione».

A detta del politico centrista mai nessun confronto ed anche quando si è dovuto parlare della questione assessorato all’UdC l’unico interlocutore era solo il sindaco Ricci: «Evidentemente era già stata scritta la storia che il partito che rappresento doveva essere messa da parte.

In questi anni – ha continuato sempre Petrone –  siamo stati ingannati almeno due o tre volte, eppure, siamo andati avanti con questa amministrazione dando il chiaro segnale di non essere legati alla poltrona. La verità è che Ricci e parte della sua maggioranza hanno ingannato l’UdC dal quale volevano solo i voti.

Oggi ci viene chiesto di attendere ancora, non sono, evidentemente, bastati tre anni per essere messi in pari dignità con gli altri partiti di maggioranza».

Il giudizio sullo stato di salute dell’amministrazione, ovviamente, è fermamente negativo e l’esponente dell’UdC non esita ad esplicitarlo. «Il sindaco dice “la giunta funziona bene”, ma non si capisce come mai sono nove mesi che non riesce a nominare un assessore in un settore tanto delicato come quello dell’ecologia, con un paese, ormai, sporco e con una differenziata arenatasi. Per la nomina dei revisori dei conti, inoltre, per poco non si arrivava alle mani. Tutti segnali che la giunta proprio non funziona bene. Una critica che mi sento di fare al sindaco, unendomi ad un folto coro di cittadini, è che non può continuare a fare il sindaco, il consigliere provinciale, l’assessore alla nettezza urbana, all’Igiene e Sanità, al Cimitero, ai parchi e giardini pubblici, continuando a fare il medico mentre in consiglio comunale vorrebbe fare anche il presidente».

Ultimo consiglio comunale, all’ordine del giorno il Piano Casa e le relazioni dello stesso con il PUC. la votazione registrava l’astensione di Pasquale Petrone. Abbiamo parlato di netta opposizione del presidente rispetto all’amministrazione, ma per Petrone le cose sono comunque chiare e trasparenti.

«La mia astensione sul Piano Casa non è un cambio di rotta rispetto al voto favorevole al PUC nello scorso luglio. Il Piano Casa andava respinto ma in toto. Il sindaco soprattutto sulle questioni che toccano il Piano Urbanistico ed il Piano Casa mostra molta superficialità e la giusta conseguenza è che Volla ancora non ha un PUC, nè un Piano Casa.

È vero che non ci sono stati i tempi e probabilmente avremmo fatto un lavoro enorme per pochi vantaggi. Il Piano Casa non doveva essere approvato, ma in toto se si ritiene che il PUC sia addirittura più estensivo. Il Piano in alcuni casi poteva aggiungersi al PUC per dare ancora ulteriori benefici alla città. Quello che è stato fatto è invece un grande guaio.

Bisogna parlare il linguaggio della verità e della serietà: diversamente non si va da nessuna parte.

La verità è un’altra e va detta a voce alta. Il Piano Casa non si è applicato per tutta Volla tranne che su due zone. Per quale motivo?

Quelle due aree, che non erano nemmeno previste nel PUC, sono state oggetto di un’osservazione di consiglieri comunali della parte del sindaco, che, contravvenendo a tutta una serie di discorsi fatti precedentemente, hanno deciso di fare dei piani di edilizia economica e popolare con la realizzazione di circa 160 appartamenti. Attraverso il Piano Casa, o meglio attraverso quello che si è voluto approvare del suddetto piano, si è proceduto già ad un condono alle loro scelte sbagliate che inficiavano di fatto lo stesso PUC.

Il sindaco deve stare molto attento quando dice di non avere nè padri politici né padroni poiché le osservazioni, accompagnate dal parere negativo del redattore del PUC, venivano proprio da ambienti vicini al sindaco. Non parlo di illegalità, parlo di stano concetto di uguaglianza. In questa occasione il sindaco non ha mostrato di essere al di sopra di quelli che erano proprio interessi politici di parte, cadendo in un evidente conflitto di interesse».

Lapidario anche il giudizio sul PUC. Petrone definisce tutto l’iter del Piano Urbanistico Comunale vollese, il più grande fallimento dell’amministrazione Ricci, parlando si incapacità e di conflitti interni.

«I fatti sono altra cosa rispetto a quanto va strombazzando l’amministrazione. Il PUC è stato realizzato in due anni dai commissari prefettizi e non era in giro da decenni come dice il vertice comunale. Questa amministrazione ha il demerito non averlo ancora approvato. Pur avendo la “macchina nuova” pronta all’uso, non hanno saputo farla muovere per raggiungere l’approvazione nei tempi giusti. La legge 16 del 2004 prevede delle tappe ben precise che si concludono in nove mesi, massimo un anno. L’amministrazione si è insediata circa tre anni fa, e questo è un dato politico. Si parla di una legge completamente sbagliata, ma il problema non sta nella legge, ma nella classe politica incapace di interpretarla. Dobbiamo ringraziare i rappresentanti prefettizi che ci hanno dato un piano, certamente migliorabile, ma completo, perchè i rappresentanti di questa e della precedente classe politica di centrosinistra non sarebbero mai stati capaci di realizzarlo.

Le forzature alla legge 16 non hanno velocizzato il percorso del PUC, ma come è oggettivamente riscontrabile l’hanno rallentato con enormi danni per i cittadini».

Una interpretazione, dunque, quella del presidente Petrone diametralmente opposta a quella dei rappresentanti dell’amministrazione su tutti i punti della vita politico-amministrativa vollese. Come evolverà l’evidente contrasto in quella che era la maggioranza di Ricci sarà certamente seguito dal nostro giornale nelle prossime settimane.

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Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".

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