TRENDY TIME: REVIVAL EIGHTIES

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Troppo fluo, troppo “cotonati”, troppo costruiti, troppo kitsh… troppo di tutto! Stiamo parlando dei cosidetti ANNI DORATI, ovvero gli OTTANTA. Anni dove l’opulenza s’incarnava nella moda, connotandole poi quel “troppo” odierno. Di una moda “ingenerosa”. Nel senso che non donava a tutte le adolescenti di allora con la sua proposta di colori fluo (ehm antinebbia), stampe irriverenti (mescolate con “gioia” tra loro), chiome leonine cotonate a più non posso, sbuffi neoromantici un pò dappertutto, maxi spalline effetto “giocatore di baseball”  che non sembravano mai abbastanza grandi, impietosi fuseaux e scaldamuscoli. Zeppe esagerate, geometrie come illusioni ottiche, glitter ovunque e accessori eccentrici hanno contribuito nel creare un immaginario di stile divertente ed ironico. Dal look firmatissimo delle PARINARE al glamrock di Madonna e Cindy Lauper, dal dark dei Cure al gym style di Jennyfer Beals in Flashdance. Alzi la mano chi non si identifica in almeno una di queste tendenze. Un decennio controverso, ma anche sperimentale (ci hanno insegnato a non aver alcuna paura di osare); basti pensare che i termini “griffe” e “stilista” come oggi li intendiamo sono nati proprio in quegli anni, quando esplodeva il fenomeno della moda italiana in capitali come Milano e Roma. E siccome la moda è fatta di revival eccoli pronti a riprendersi lo scettro nel mondo dello stile. Infatti il trend d’ispirazione EIGHTIES che si respirava nelle ultime stagioni è esploso in quest’inverno. Molti gli elementi in evidenza. Dalle ARRICCIATURE BAROCCHE DI TESSUTO E CUIO alle ASIMMETRIE di abiti e gonne. Dalla pelle nera alle fantasie animalier in versione colour-pop. E ancora i FORTI CONTRASTI, i COLORI SATURI e il NERO, le GEOMETRIE, il METALLO e le TRASPARENZE. Un universo di proposte nel quale non è necessario orientarsi. Che si tratti di severo power dressing o eclettico street style, l’importante è divertirsi in un GIOCO DI EQUILIBRI ED ECCESSI DI CUI QUESTI ANNI NE SONO PORTAVOCI.
E’ tempo di stupire , come indicano le nette contrapposizioni di stile. RIGHE e ANIMALIER, MINIGONNE E MAXI BRACCIALI, PLATFORMS CON TACCHI SOTTILISSIMI; RASO LUCIDO E LANA SPESSA. E su tutto un TONO FORTE, quello “prezioso” del re dei metalli: l’ORO. Focus one  of the METAL SHINE. Uno dei temi cari agli anni ’80 è quello del metallo, che contamina accessori e abbigliamento. Colore protagonista delle feste e che fa festa, vi renderà perfette se preferite per l’abito da sera un inserto in lamè, o tessuto lucido per tutta la silhoutte; se sceglierete una giacca, portatela in perfetta mise Eighties, con top trasparenti, leggings in pelle e scarpe in tinta. infatti anche gli accessori si “vestono” di luminescenza. La sneaker, forte della sua supremazia degli ultimi anni, reinterpreta le strappo di velcro (ricordate?) e l’altezza alla caviglia (vedere quelle Diesel Gallery), simbolo di certi film generazionali del decennio.
La nuova (per noi ragazze) tendenza della SPALLA, la quale da letteralmente una “spallata” alle forme accastate dell’epoca minimal, recupera proprio uno dei cavalli di battaglia dichiaratamente anni ’80.Scordate però gli eccessi di quegli anni, quando le spalline di gommapiuma parevano più essenziali di un reggiseno, e il “mai più” che risuonava alla fine di quel decennio. Del resto, ormai dovrebbe essere noto: “mai più”, nella moda, è un concetto boomerang. MORBIDE, DRAPPEGGIATE, come negli abiti d’antan, oppure RIGIDE e GEOMETRICHE, VAGAMENTE AVVENIRISTICHE: l’effetto scenografico è garantito. Infatti le ispirazioni in passerella risultano multiple, o meglio multiformi: dall’ironica estremizzazione by M.Jacobs che propone linee ultrasquadrate e zippatissime alle sperimentazioni futiriste di “ali” aguzze pronte a fendere l’aria incorniciando il viso. Uno stile che metterà di sicuro le spalle al muro!
Dando un’occhiata alle sfilate, non si può non notare la falena dark disegnata da Frida Giannini pervarsa da un ‘edonistica vena ’80. Fonte ispiratrice la personalità di Tina Chow, grande socialitè dell’epoca, fotografata da C.Beaton. Alla sua figura sottile e alla sua androginia elegante vanno i tributi fatti di CASACCHE MOLLI DAI GRAFISMI EIGHTIES (MAXI POIS) e i BLUSON DA BIKER DESTRUTTURATI ,RICAMATI DI CRISTALLI ALL OWER, coordinati A LEGGINGS IN PELLE (correte ad aquistarli) e CUISSARD in vernice.
Anni ’80 contaminati dalla febbre del sabato sera da Balmain, con un C. Decarnin vero portavoce della moda di quegli anni (non a caso è scoppiata la “BALMANIA”, ovvero sfoggiare necessariamente  BLAZER CON MAXI SPALLE e  GIACCA CHIODO bordata di catene abbinati a skynny jeans e tronchetti); amatissimo dalle star americane le quali già dallo scorso inverno sfoggiano spalle aguzze e sparkling dress con una Kate Moss su tutte. Oggi a far breccia nel loro cuore (e nel mio) si aggiunge il tocco della disco dance e delle luci sfavillanti. Sulle note del  Re del Pop, ecco in passerella molto nero, squarci di LAMPI BLU ELETTRICO, BAGLIORI ARGENTEI, INCROSTAZIONI DI PAILLETTES CHE GIOCANO CON SUPERFICI VERNICE. Le spalle delle giacche strizzano l’occhio a Bowie, mentre i tubini  sono mossi da spalline ad alette. Il gran FINALE è DATO DALL’ABITO DISCO trasformato in quello da sera, tramite lunghi strascichi vaporosi. Un’atmosfera da”Like a Virgin”.Una rock’n sparkling girl che potrà diventare la vostra “mise icona” per le feste che si avvicinano. Basterà un abito tempestato di sequin abbinato ad una giacca dalle “spalle in” , calze coprenti e accessori shine per rievocare atmosfere eighties da vera party girl.
COLORI FORTI all over. Colori accesi che travolgono il vestire. Partendo dai piumini sportivi, contaminano anche l’abito da gran sera e quello per le occasioni glam (cocktail dress vitaminici da abbinare a ballerine e accessori shine, vi renderanno deliziose in queste serate di festa). Saranno più facili da metabolizzare su forme sobrie o tradizionali, ma daranno il meglio su silhouette sofisticate e stravaganti(osate osate osate!!). Abbinateli al nero o ,mixateli tra loro come suggerisce Blumarine nella sua profusion colour. Verde, giallo, viola, fucsia: basterà un dettaglio ad illuminare il grigio inverno per le meno audaci. Girl just want to have fun. (Ri)torna ad affacciarsi anche il caro COORDINATO, tipico di quegli anni, per qull’idea di allora, di dar vita ad un personaggio: la sciatrice con il piumino in città, la rocker in mini e giubbotto. Giocate pure. Via libera al dettaglio che diventa segno di stile: il fiocco sugli stivaletti che richiama quello sulla testa, le calze a piccoli pois che fanno eco alla pochette,  le fibbie sulle scarpe e sul giubbotto, i fuseaux stampati abbinati ai bracciali. Nel caso di un trend forte come questo viene naturale pensare alla teoria dei corsi e dei ricorsi. To rise and fall. Per le più giovani la curiosità è scontata. A chi c’era e vorrebbe lasciarsi tentare consiglio la scelta di capi senza voler esagerare in un “total look”.Il rischio ,infatti, è di trasformarsi in una riencarnazione di Molly Ringwald in “Bella in rosa”, pellicola che dopo più di vent’anni, fa quasi l’effetto di un film in costume. Meglio preferirle come icona Daryl Hannah in “Wall Street”. E nel caso non vi sentiate a vostro agio in GONNE A TUBO DI PELLE NERA, MAGLIE ASIMMETRICHE E RASO COLORATO, iniziate dal MAKE UP: guance segnate da diagonali di fard, occhi come linee decise e scure. Una dritta per tutte le occasioni: immancabile il leggings di pelle da abbinare di giorno ad una giacca con le spalline e t-shirt over oppure ad un maxpull di lana o maxi-blusa; il tutto con sneakers alte o converse. Tocco in quello di un paio WAYFARER by Ray-Ban. Per la sera si ad un look deciso con blouson di (eco)pelliccia (si anche ad una versione fluo), tronchetti, top bustier paillettes e dattagli metal per la pochette. Capelli legati in una lunga coda (magari di lato) e ciuffo cotonat(issim)o all’indietro.
“Cosa resterà degli anni ’80”, una celebre canzone di Raf  risulta proprio adatta a questo ritorno.
A noi il compito di rienterpretare, sperimentando e perchè no osando …e qui gli Eighities risultano i veri maestri.
Maria Chiara D’Apolito


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Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".

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