Volla: per l’assessore Wirz “Inesattezze e falsità quelle di Petrone”

533


Con una lettera indirizzata al nostro giornale è l’assessore Sergio Wirz, componente della squadra di governo del sindaco Ricci a Volla, a dare una risposta all’intervista, fortemente critica nei riguardi dell’amministrazione di centrodestra, rilasciataci dall’esponente dell’UdC Pasquale Petrone. Riportiamo di seguito il testo della lettera.

Gentile Direttore mi rivolgo a Lei ed ai cittadini Vollesi. Ho letto l’intervista al Presidente Petrone da voi pubblicata in data 11 Marzo 2010 e sento il dovere di replicare alle fandonie, alle bugie ed alle falsità rivolte al Sindaco ed al sottoscritto che nell’Amministrazione riveste il ruolo di Assessore dal luglio 2008.

Il Dott. Ricci, contrariamente a quanto asserisce il Presidente Petrone, ha sempre avuto come principale obiettivo quello di dotare la comunità Vollese di una ordinata pianificazione urbanistica (PUC) che da circa dieci anni non riesce a trovare una concreta realizzazione. Orbene, non voglio entrare nella polemica di chi e del perché siano trascorsi tanti anni di inefficienza, di degrado, di disordine, ma di una sola cosa sono certo, per mia personale testimonianza, che questa Amministrazione, con il Sindaco Ricci, ha posto come principale obiettivo approvare il PUC!

Puc commissionato, diretto, portato avanti da otto precedenti Amministrazioni di Sinistra e da due anni di Commissariato Prefettizio.

Il Dott. Ricci dopo la sua elezione con alto senso di responsabilità e di democraticità mi ha sempre pressato, affinché nel più breve tempo fossero espletate tutte le pratiche tecnico-amministrative per la pubblicazione del PUC, che con notevole laboriosità e con la collaborazione del Progettista, Prof. Ferrigni, e del Dirigente, Ing. Gatta, è avvenuta il 18 Agosto dello stesso 2008.

Da allora sono trascorsi i tempi tecnici per la presentazione da parte dei cittadini di osservazioni e di seguito dell’esame delle stesse. E’ qui che si aprono numerose discussioni sull’accettazione o meno delle suddette osservazioni, discussioni  che come unica finalità hanno avuto  il miglioramento del Piano per tutti i cittadini e non per il singolo.

E’ qui che l’intera maggioranza con grande senso di responsabilità ha dovuto accettare tale principio, al fine di velocizzare l’approvazione del PUC.

Ricordo, inoltre, al Presidente Petrone, che accusa il Sindaco di ingiustificati ritardi, le notevoli polemiche da Lui sollevate e che, con grande  pazienza e responsabilità il Sindaco, il Progettista ed il Sottoscritto, hanno spiegato e fatto comprendere a tutti i Consiglieri di maggioranza. L’unico che non ha compreso tutto quanto suddetto, o non ha voluto comprendere,  esternando sul giornale solo falsità è proprio il Presidente stesso. Sono convinto, conoscendo l’intelligenza e la perspicacia del Presidente Petrone, che l’antico detto calza perfettamente con quanto lo stesso Presidente Petrone ha dichiarato: “Il miglior sordo è colui che non vuol sentire”.

Non è vero che il PUC è stato “realizzato in due anni dai commissari prefettizi”.

Il  progettista Prof. Ferrigni riferisce nella sua relazione della “tardiva approvazione del preliminare da parte della Commissione Prefettizia (avvenuta nel marzo 2007) e dei (tav 1.11, Relazione, pag.7) tempi ristretti richiesti per la consegna degli elaborati definitivi”, avvenuta a Giugno 2007”.

Lo stesso progettista – che si è sempre dichiarato pubblicamente simpatizzante della sinistra – ha poi dovuto riconoscere che,contrariamente a quanto accade di solito, “il cambio di maggioranza intervenuto a seguito delle elezioni del 2007 a Volla ha sortito un effetto benefico. La nuova Amministrazione ha infatti scelto di privilegiare la celerità di formazione dello strumento urbanistico rispetto alle inevitabili, e fisiologiche, diversità di vedute su alcuni problemi della Città. Ha quindi deciso di pubblicare il Piano come lo ha trovato depositato, riservandosi di apportare eventuali modifiche nella fase di pubblicazione, attraverso le osservazioni (ibidem, pagg.8-9)”.

Cosa che è appunto avvenuta con l’introduzione delle due aree per l’Edilizia Residenziale Sociale (ERS) su cui si appuntano le critiche di Petrone.

Le due zone ERS introdotte nel PUC contro il parere del progettista sono state considerate utili alla Città anche dal Presidente Petrone, tanto è vero che le ha “adottate” (ha votato a favore nella seduta di Luglio 2009 – sic!).

L’opportunità di applicare il Piano Casa nelle due aree ERS è stata confermata dal progettista del PUC che, pur ribadendo anche in C.C. il suo parere negativo sull’ampliamento delle aree Residenziali, segnalava che se non si voleva vanificare la scelta operata a Luglio: “per realizzare l’ERS le aree C3 inserite con la delibera di adozione ed aventi tale specifica destinazione andavano perimetrate ai sensi del comma 2 dell’art. 7” [del Piano Casa, ndr]. Aggiungendo poi, a maggior chiarimento delle finalità del Piano Casa in tali aree che “tale perimetrazione è da intendersi ricognitoria e conservativa del PUC adottato”.

Al di là della formula burocratica il significato dell’applicazione del Piano Casa nelle due aree ERS è semplice e chiaro: Il Piano Casa prevede che gli alloggi realizzati nelle aree ERS siano destinati prioritariamente alle giovani coppie, a nuclei familiari a basso reddito ad anziani in condizioni sociali ed economiche svantaggiate, soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio etc. Che era appunto la motivazione politica alla base della decisione di inserire nel PUC le aree in questione. Se il Piano Casa veniva escluso “in toto”, come auspica il Presidente Petrone, tali alloggi non si sarebbero potuti realizzare.

E’ questo l’obbiettivo del Presidente Petrone? Se si, perché a Luglio considerava utili le aree ERS tanto utili che lui ha votato per inserirle nel PUC anche contro il parere negativo del Progettista? E perché oggi vorrebbe escludere il Piano Casa, il ché renderebbe impossibile realizzare case per giovani coppie? E che cosa (o chi) gli ha fatto cambiare idea?

Sulle “forzature” di cui parla Petrone – presumo che voleva riferirsi alla decisione di adottare il PUC prima che fossero pervenuti tutti i pareri degli organi sovraordinati prescritti dalla legge urbanistica regionale – sono opportuni  e necessari alcuni chiarimenti (anche se dobbiamo annoiare il lettore con precisazioni tecnico-procedurali).

Come è ampiamente noto, la legge urbanistica regionale prevede che il PUC sia prima “pubblicato”   e poi “adottato”. Accade quindi che non appena si viene a conoscenza dei suoli che il PUC destina ad una strada, ad un area verde, ad una scuola i proprietari interessati si precipitano a richiedere permessi di costruire per realizzare edifici sul tracciato della strada, nel lotto destinato a scuola, ecc. La strada e le aree di uso pubblico non possono essere più realizzate come previsto, il tracciato della strada deve essere quindi spostato, la scuola prevista in un altro lotto, ecc. Ma i nuovi proprietari interessati – che prima non si erano preoccupati di fare osservazione perché le loro aree erano edificabili – debbono essere messi in condizioni di poter dire la loro.  Il piano deve essere quindi ripubblicato. E il ciclo può continuare, perché, finché il PUC non viene “adottato” il Comune è obbligato a rilasciare i PdC [permessi di costruzione] che rispettano il vecchio PRG, anche se gli interventi sono in contrasto con il PUC in itinere.

Ed è appunto ciò che è puntualmente accaduto a Volla, dove l’Ufficio Tecnico Comunale ha dovuto rilasciare numerosi PdC in contrasto con il PUC ma conformi al vigente PRG. Costringendo quindi il progettista a spostare strade e a ridimensionare aree di uso pubblico. Con la conseguente necessità di dover ripubblicare il PUC. Ed è perciò che l’Amministrazione, consapevole dei tempi lunghi con cui gli organi sovraordinati esprimono i pareri e preoccupata del rischio concreto di veder vanificate tutte le previsioni di interesse pubblico presenti nel PUC – che poi sono quelle che interessano l’intera comunità e non i singoli proprietari – ha deciso di adottare il PUC anche se non erano ancora pervenuti tutti i pareri prescritti dalla legge. Sapendo che nei tempi necessari alla ripubblicazione del PUC sarebbero pervenuti i pareri prescritti e che di questi si sarebbe potuto tener conto nella riadozione.

Una procedura lineare – peraltro suggerita anche dal progettista e confortata da un parare in tal senso della Provincia (allora amministrata dal centrosinistra) – che ha permesso di evitare che il PUC venisse stravolto proprio nei suoi contenuti qualificanti.

Per capire come e quanto la “forzatura” abbia inciso sull’iter di formazione del PUC vorrei citare un’altra questione, quella della VAS (la Valutazione Ambientale Strategica). A tutt’oggi siamo ancora in attesa dell’approvazione di tale documento, che è giacente presso la Regione da quasi un anno (vittima di una serie di aggiustamenti interni degli uffici regionali che hanno sospeso per mesi tutte le determinazioni in materia). E senza la quale non si può procedere alla riadozione del PUC. Ha idea il Presidente Petrone di quanti permessi di costruire in contrasto con il PUC avrebbero dovuto essere rilasciati se a luglio l’Amministrazione non avesse “forzato” l’applicazione della legge urbanistica, adottando il piano anche senza tutti i pareri richiesti? Se, cioè, grazie a questa “forzatura” non fossero scattate le norme di salvaguardia (quelle, per intenderci, che proteggono i piani urbanistici appunto nella fase di approvazione)?

 O è appunto questo il risultato che il Presidente Petrone non digerisce? O, forse si è sentito negare cose che a lui stavano a cuore? O, ha voluto approfittare di uno scoop elettorale ai danni del Sindaco.

Certo è, che quanto ha asserito è solo frutto di inesattezze e falsità.

Sergio Wirz

Condividi
PrecedenteImparato: “Incentivi economici per chi investe nel turismo”
SuccessivoMetti una sera a… Torre Annunziata
avatar
Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".

Lascia una risposta