Vico Equense: pace fatta tra sindaco e cittadini

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Il sindaco Cinque

Il Sindaco di Vico Equense è stato ascoltato martedì scorso dal Pubblico Ministero Prisco, presso la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, in merito alla mancata ottemperanza di una sentenza del TAR. Come è noto, il TAR, al quale si erano rivolti i cittadini di alcune frazioni alla vigilia dell’apertura dell’anno scolastico, aveva emesso una sentenza che costringeva il Sindaco a riaprire i plessi scolastici soppressi di Ticciano e Montechiaro. Alla sentenza il sindaco Cinque aveva risposto con un appello al Consiglio di Stato che, in attesa del dibattimento, sospendeva la decisione del TAR. Nell’appello Gennaro Cinque aveva esposto, tra altre motivazioni di carattere generale, il grave rischio ambientale a cui è sottoposta la scuola di Ticciano in particolare: la scuola si trova in zona rossa, in un territorio cioè nel quale è fortissimo il rischio di una frana devastante. E’ delle ultime ore la notizia che questo appello è stato ritirato in virtù di varie novità emerse nel corso di questo anno. In primo luogo la rinnovata pace sociale raggiunta tramite una serie di riunioni con i cittadini delle due frazioni. Con loro il sindaco si è, infatti, impegnato a portare a termine una serie di lavori urbani che dovrebbero migliorare sensibilmente la qualità della vita e a mettere gli edifici delle scuole chiuse a disposizione dei cittadini per le attività che essi riterranno più opportune e gradite. Tutto dovrebbe essere anche ratificato con atti pubblici, secondo le parole del primo cittadino, entro il prossimo 31 marzo. Tra le sue numerose promesse c’è persino la costruzione di una pensilina nella piazzetta di Ticciano, pensilina oggetto di una manifestazione dei ticcianesi che ne  innalzarono una simbolica coi propri mezzi in poche ore, per dimostrare che non ci volevano anni a metterla in piedi. Dunque, anche a Ticciano si è raggiunto un accordo. E non esistono motivi di contendere una volta ritirato l’appello al Consiglio di stato nella buona pace di tutti. Questa la tesi che Gennaro Cinque ha presentato martedì al dott. Prisco e che dovrebbe, secondo lui, portare a un’archiviazione di tutta la vicenda processuale. Resta un’incognita grave su tutta la vicenda che probabilmente rappresenta l’unico vero motivo del ritiro dell’appello da parte del Sindaco. Era molto probabile, infatti, che il Consiglio di Stato avrebbe accolto la tesi di Gennaro Cinque, in quanto tenere aperta una scuola in zona rossa è estremamente pericoloso. Se si evita di vincere una diatriba legale ci sono senza dubbio delle buone ragioni. Innanzitutto quella di evitare che proprio il Consiglio di Stato con una sentenza, sebbene favorevole, impegnasse il sindaco a risanare tutta la zona a rischio e a disporre le opportune evacuazioni. Cose un po’ difficili da farsi in poco tempo se in quella zona si hanno dei progetti da realizzare a breve termine e, soprattutto, un po’ dure da far digerire ai propri elettori in prossimità della scadenza del mandato elettorale. Il sindaco ha evitato l’argomento con il dott Prisco perché non fa parte delle indagini in corso. Con i cittadini di Ticciano si è al momento impegnato a mettere in essere degli accorgimenti che servono a sopire i timori, come, ad esempio, l’installazione di sensori che segnalerebbero l’approssimarsi di una frana in un tempo sufficiente a evacuare il territorio. Ma ciò, sebbene abbia indotto anche gli avvocati di parte ad assecondare la sua richiesta di evitare qualsiasi ulteriore ritorsione legale,  rimane un argomento  importantissimo per molti ticcianesi, che restano vigili e manifestano l’intenzione di fare un seminario con esperti sullo stato dei luoghi per approfondire una volta per tutte il tema del grave rischio ambientale che tuttora, verosimilmente, incombe sulle loro teste.

Maria D’Ordia

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