Pomigliano, Enrico Letta incontra il candidato sindaco Onofrio Piccolo

A due giorni dalla chiusura della campagna elettorale in vista delle elezioni del 28 e 29 marzo che decideranno chi sarà il nuovo sindaco di Pomigliano d’Arco l’On Enrico Letta impegnato nella campagna elettorale in questi giorni, ha incontrato il candidato sindaco Onofrio Piccolo Pd presso il suo comitato elettorale di piazza Primavera, dove hanno presenziato anche il segretario regionale Uil Anna Rea ed il presidente del consiglio comunale uscente Giuseppe Esposito. L’On Letta ha sottolineato come la battaglia tra i candidati De Luca e Caldoro in Campania sia ancora aperta, dicendo in proposito : “Il fatto che io abbia girato per 3 giorni la regione Campania rappresenta la nostra speranza di questa campagna elettorale, perché si diceva che le regioni dove ce la possiamo ancora giocare erano il Piemonte, il Lazio e la Liguria, mentre nelle altre regioni tutto era già stato deciso in un modo o nell’altro, ma i campani si sono ribellati all’idea di avere come presidente una controfigura, un segretario di Berlusconi. Questa campagna elettorale a livello nazionale è stata caratterizzata per il baratto sulle candidature tra la Lega Nord e Berlusconi, ed in questo De Luca è stato molto abile a parlare ai campani, non è il momento di parlare di secessione, se vince la Lega al nord la reazione sarà la nascita di una lega sud, ed allora ci sarà la fine della politica, non ci sarà più coesione nazionale. Caldoro mi ricorda, molto il presidente della regione Sardegna Cappellacci che stava lì solo perché aveva una villa in costa smeralda. Poi il problema di Pomigliano – prosegue Letta – non può essere messo da parte in questi ultimi giorni di campagna elettorale, alla stessa stregua della questione di Termini Imerese sulla quale il governo Berlusconi non ha detto una parola. Noi dobbiamo mantenere alta l’attenzione su questa partita, perché non riusciamo ad immaginare un’azienda che porta il lavoro fuori dall’Italia. Noi siamo andati in difficoltà perché ci siamo allontanati dalla gente, dai luoghi dove si soffre andando nei salotti, invece dobbiamo andare anche nei luoghi dove la partita è impossibile. La piazza del Plebiscito di Napoli ci ha chiesto di intraprendere una rivoluzione prima culturale e poi politica, non dobbiamo scimmiottare Berlusconi, perché a quel gioco vince sempre lui, mentre noi dobbiamo cercare di riconnettere la politica alle esigenze dei cittadini con le idee di Italia che abbiamo, e creare le condizioni perché il berlusconismo che a fatto molti danni finisca nel 2013”.

Massimo Venturi

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