Torre del Greco: il racket colpisce un capannone per il rimessaggio barche

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Un capannone per  il rimessaggio di imbarcazioni è andato completamente distrutto, la scorsa notte a causa di un incendio di origini dolose, provocate quasi sicuramente dall’esplosione di un ordigno, in via Nazionale a Torre del Greco. Sulle cause dell’incendio gli inquirenti – sul posto sono giunte pattuglie di carabinieri, polizia e guardia di finanza –  mantengono uno stretto riserbo anche se al momento l’ipotesi  più plausibile appare quella di una intimidazione del racket. Le fiamme si sono sviluppate dopo che in zona si è sentita una forte deflagrazione. Sul posto sono intervenuti fino a cinque mezzi dei vigili del fuoco, mezzi che sono ancora al lavoro per domare il fuoco che ha avvolto il capannone, dove – secondo quanto dichiarato dal proprietario del rimessaggio, G. B., alle forze dell’ordine intervenute – c’erano diverse barche. La mano del racket colpisce ancora, ma gli imprenditori non sono lasciati soli. ” Abbiamo avuto una risposta immediata – dichiara Sergio Vigilante presidente associazione antiracket di Portici – dalla Prefettura. L’imprenditore, secondo la legge 44/99 sarà risarcito di tutto e potrà riavviare l’attività”. Il danno è stato ingente, l’intera struttura è stata distrutta, cosi come le barche ospitate all’interno, ma grazie alla normativa sulle vittime del racket, è previsto il rimborso completo da parte delle istituzioni. ” I tempi saranno brevissimi – continua Vigilante – chiederemo un lauto anticipo sui fondi, la cosiddetta provvisionale, in modo che sia tangibile la presenza degli organi istituzionali sul territorio. Non ci demoralizziamo. Bisogna uscire allo scoperto e solo denunciando sarà possibile estinguere questo fenomeno. L’associazione antiracket si propone di assistere chi decide di chiedere aiuto e daremo il nostro sostegno 24 ore su 24. In prima persona ho parlato con l’imprenditore colpito, per assicurargli tutto il sostegno possibile. Dobbiamo continuare su questa strada, denunciare è l’unico modo per fermare le attività illecite. Le forze dell’ordine, cosi come gli organi istituzionali, stanno svolgendo un ottimo lavoro, ed è di questa sinergia che  dobbiamo sfruttare per abbattere l’illegalità”. Piena solidarietà ed impegno sono giunti anche dal primo cittadino Ciro Borriello: “nell’esprimere  la mia personale vicinanza al coraggioso imprenditore, ancora una volta condanno fermamente ogni azione camorristica  e intimidatoria che offende l’intera collettività civile torrese. Nessuno deve tacere su questi terribili fatti. L’omertà danneggia ancor più dell’atto criminoso”. Così Ciro Borriello, sindaco di Torre del Greco che stamani si è personalmente recato presso il cantiere di rimessaggio barche. “Pertanto, esorto tutti – prosegue – intellettuali e studenti, commercianti ed imprenditori, cittadini e agenzie educative impegnati a costruire una società migliore a fronteggiare e isolare tali fenomeni. Questa Amministrazione, fin dal primo momento, è impegnata a contrastare ogni forma di attività camorristica sul territorio. Non a caso, al di là degli schieramenti politici, l’intero Consiglio comunale è volto a combattere l’emergenza criminalità. Da sempre le nostre finalità di governo sono vicine all’Ascom e a tutti coloro che giorno dopo giorno sono in prima linea nel difendere il buon nome della città”. “Intanto, – conclude Borriello – subito dopo le elezioni ci sarà un Consiglio comunale volto a prendere ulteriori e più efficaci provvedimenti in merito”.

Veronica Mosca

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