Elezioni regionali: Caldoro è il nuovo governatore

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La Campania, Regione capofila del Mezzogiorno, passa dal centrosinistra al centrodestra. Una vittoria, quella del socialista di destra, Stefano Caldoro, che pur essendo importante appare più contenuta rispetto alle previsioni pre-elettorali. I cittadini chiamati al voto erano poco più di 41 milioni, ma è stato l’astensionismo il vero vincitore di questa competizione elettorale: solo il 62,93% degli aventi diritto al voto si sono recati alle urne. Il PdL, che in Campania ritrovava l’Udc di De Mita e l’Udeur di Clemente Mastella, è il primo partito a livello regionale seguito dal Partito Democratico, mentre sul terzo gradino del podio si colloca l’Unione di Centro. Un buon risultato per il centrodestra, dunque, ma se si analizza attentamente la situazione politica regionale anche per il leader del centrosinistra campano, Vincenzo De Luca e forse pure per l’intera coalizione. I dati di partenza, infatti, davano il sindaco di Salerno al 30% ed il socialista Caldoro poco sotto il 60%. Oggi, invece, i numeri dicono che il centrodestra si attesta esattamente al 52,2%, mentre il centrosinistra si ferma al 44,8%. Altro dato che merita una doverosa analisi è quella relativa agli altri due candidati alla presidenza della Regione Campania. Roberto Fico, rappresentante del neonato movimento di Beppe Grillo, ottiene un buon risultato raggiungendo l’1,6%. Autentico flop, invece, quello del segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che ottiene l’1,3% delle preferenze. Dopo circa 20 anni di “bassolinismo” la Campania si sposta a destra. La logica dell’alternanza vince anche in Regione, eclissando definitivamente la stella di Antonio Bassolino. Altra analisi meritevole di attenzione è proprio quella che riguarda l’ex governatore di Afragola che non è riuscito a gestire le molte crisi che hanno attanagliato il territorio campano e non è stato in grado nemmeno di creare un adeguato successore. Vincenzo De Luca ha provato a proporsi come alternativa a Bassolino ed al vecchio centrosinistra, ma la scelta del sindaco di Salerno è sembrata tardiva e poco supportata dei leader nazionali dei vari partiti che compongono la coalizione. Nell’altro schieramento, invece, non ha influito il cambio di leadership dell’ultimo momento. Dal candidato naturale del centrodestra Nicola Cosentino si è passati a Stefano Caldoro, ma la gente ha dato comunque fiducia ad una coalizione nella quale spiccano anche forze politiche che hanno già governato la Regione negli ultimi anni. Per Caldoro adesso comincia il difficile. Il neo-presidente dovrà essere in grado di attuare quel cambiamento che nell’uno e nell’altro schieramento tanto si auspicava in campagna elettorale. La sanità e la questione dei rifiuti saranno i temi che già dalle prossime settimane Caldoro ed i suoi dovranno sviscerare.

Pasquale Cesarano

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