La Turris vince. Ma il presidente s’infuria

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Seconda sconfitta consecutiva per gli uomini allenati da Bruno Mandragora, un netto 2-0 subito al “Pinto” di Caserta. Sconfitta che ha fatto infuriare e non poco il massimo dirigente corallino, il presidente Gaglione: “Non è possibile continuare così, è stata decisamente la nostra peggiore prestazione, sugli spalti a tratti mi sono vergognato di come stavamo interpretando la gara. Penso che partite come quella di oggi sono dovute ad un calo di concentrazione e soprattutto d’impegno”. Il numero uno corallino si riserva di prendere decisioni anche drastiche per dare un cambio di rotta ai suoi. “Qualsiasi decisione presa in questo momento potrebbe essere deleteria per tutto l’ambiente, preferisco far sbollire la rabbia”. Questa la conclusione del duro sfogo di Gaglione. Non sono immeritate le critiche del presidente verso i propri giocatori, visto quanto mostrato (o meglio, non mostrato) da Russo e i suoi al cospetto della Casertana. Infatti, se il primo tempo è stato quantomeno dignitoso con tre conclusioni,tutte di Russo, rispettivamente al 25’, al 37’ e al 43’, che hanno reso vita dura all’estremo difensore di casa, nella seconda frazione di gara la Turris è sembrata essere rimasta negli spogliatoi ed è stata punita cinicamente dai locali. Già al 50’ la Casertana si porta in vantaggio grazie alla botta a colpo sicuro di Monaco, splendidamente servito da Guadagnuolo. I bianco-rossi risentono del colpo e non sono in grado più di reagire, così i verdi non si lasciano sfuggire l’occasione e al 60’ bissano il vantaggio con Pinto, direttamente da calcio di punizione. Al minuto 87’ la Turris prova almeno a siglare il gol della bandiera con Teta, anch’egli con una punizione, ma Raucci ferma l’insidioso pallone sulla linea di porta, con Schiavella ormai battuto. La partita di fatto termina così. A fine gara Mandragora è parso più mite nell’analisi del match rispetto al suo presidente, non mancando però di sottolineare il calo di gioco e di risultati espresso dai suoi nelle ultime giornate di campionato. Il tecnico ha però ricondotto tale momento negativo anche ad un possibile appannamento fisico-atletico, dovuto allo sforzo sin qui prodotto.

Michele Di Matteo

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