Il Vangelo secondo la scienza

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E’ uno dei tipici romanzi che la Chiesa non farebbe mai leggere, questo commento ai molteplici testi sacri di Piergiorgio Odifreddi. Nessuna di esse sfugge, infatti, all’occhio logico ed indagatore di uno dei più grandi matematici italiani, membro dell’U.A.A.R. (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e dell’Accademia dei Lincei. In questo libro l’autore analizza passo per passo tutti i momenti più importanti delle sacre scritture e le compara con quelli delle altre religioni, per mostrarci non solo come tutte abbiano un’origine comune, ma anche per farci vedere come nessuno di noi abbia il diritto di dichiarare che il suo è l’unico vero credo cui basarsi nel percorso della propria vita. Ecco quindi che ci viene presentata la creazione, poi l’anima, il pensiero, ecc… insomma tutte quelle tematiche che la Bibbia ci presenta plasmate secondo la presunta volontà di un ancor più presunto Dio. E scopriamo quindi che ci sono stati moltissimi matematici che hanno fornito una prova ontologica ( cioè relativa all’esistenza di un Essere superiore ) e che appunto dimostravano che vi è dovuto per forza essere qualcuno che ha dato il “la” all’orchestra dell’Universo; così come ci sono stati alcuni scienziati-filosofi i quali hanno ipotizzato che l’Universo non sia mai stato creato, ma che esso esista per il semplice fatto che ora è.

 Non è solo vuota dialettica quella presente nel libro: è lo sforzo, lungo una vita, di un matematico che tenta, insieme a molti altri, di liberare le persone dalle catene dell’ignoranza e della superstizione. Perché se bisogna credere in qualcosa, tanto vale credere nella matematica, la quale è molto gentile e democratica, in quanto dimostra tutto ciò che afferma, e permette a tutti di verificarlo.

Pierluigi Montella

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Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".

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