Rischio sismico dell’Isola d’Ischia: tra allarmismo, denunce e una diffusa ignoranza

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Appena una settimana fa, nel corso dell’inchiesta sulla ricostruzione post-terremoto del 1980 fatta dal Gazzettino Vesuviano, ho avuto modo di intervistare il Direttore dell’Osservatorio Vesuviano il dott. Marcello Martini, il quale dichiarò che la Campania è un territorio molto ben monitorato e che attualmente non si registra nessun segnale premonitore di una imminente eruzione, da nessuno dei vulcani attivi (Vesuvio, Ischia e campi Flegrei). Nel corso del colloquio emerse poi che i dati raccolti dall’Osservatorio servono come base scientifica primaria alla Protezione Civile che ha il compito di elaborare piani di messa in sicurezza della popolazione e dare l’allarme in caso di imminente pericolo.

Le dichiarazioni del Direttore Martini rilette oggi danno lo spunto interessante per una riflessione sulle affermazioni del capo della Protezione Civile il dott. Guido Bertolaso che nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato che Ischia è il vulcano campano che preoccupa di più gli scienziati, per usare le sue parole Ischia è <<il  vulcano che potenzialmente ha il colpo in canna peggiori di tutti>>. Una dichiarazione che allarma e terrorizza i cittadini campani e i turisti che in questi giorni si apprestano a trascorrere le loro vacanze sull’isola. A seguito dell’esternazione del Direttore della Protezione Civile, infatti, molte sono state le disdette registrate dagli alberghi, tanto che il tour operator ischitano Ottorino Mattera, a nome anche di diversi colleghi che operano nel settore turistico, ha dato mandato ai legali di intentare causa contro Bertolaso per i danni economici e di immagine che hanno generato le sue avventate parole allarmistiche sulla stagione turistica ischitana. Dello stesso tono le dichiarazioni del sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino che in una nota diffusa dall’ANSA ha espresso tutto il suo disappunto <<Il medico Bertolaso si scopre anche vulcanologo… fornisca i dati scientifici in suo possesso e verificheremo i presupposti per una denuncia per procurato allarme. Allo stato nessuna comunicazione e’ pervenuta al Comune per l’eventuale adozione di provvedimenti>>.

Fermo restando che l’Isola d’Ischia è veramente un vulcano attivo e che in un futuro, che al momento non può essere in alcun modo determinato, potrebbe eruttare mettendo in grave pericolo la popolazione, possiamo affermare che quella del Direttore della Protezione Civile è stata una dichiarazione imprudente e frettolosa, fatta senza ponderare bene le possibili e pesanti ripercussioni socio-economiche per un territorio che vive soprattutto di turismo.

Ora, per non piangere sul latte versato, si spera, perlomeno, che ai proclami allarmistici faccia seguito un reale adeguamento della mappa del rischio vulcanico e delle possibili soluzioni per una eventuale evacuazione da attuarsi concretamente in caso di pericolo. È oltremodo auspicabile poi che si faccia uno sforzo anche per educare la popolazione sul vulcanismo campano e sulle dinamiche delle eruzioni, perché allo stato attuale il vero e preoccupante “colpo in canna” è rappresentato dalla diffusa ignoranza.

Ferdinando Fontanella

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