Canon 550D: la reflex consumer per fare sul serio

221


Ecco a voi, la nuova canon 550d, la macchina fotografica reflex della serie pro-user. Vediamola nel dettaglio. Iniziamo con un po’ di storia, questa macchina fa parte della fascia economica che si trova a metà tra la fascia amatoriale e quella professionale, ciò significa che ha particolarità che coprono sia un ambito che l’altro. Cominciamo a vedere le impostazioni che si avvicinano alla fascia user delle macchine. Ha le classiche funzioni di messa a fuoco automatica/manuale, misurazione valutativa del bianco, gestione automatica/manuale tempo e diaframma, diciamo una versione avanzata delle piccole compatte; di nuovo c’è la possibilità di fare filmati in HD,con audio, cosa che spesso è richiesta per chi compra una compatta. C’è da fare una precisazione su questa funzionalità, i file generati sono formato .MOV e l’audio è pcm lineare, per chi lavora con questi formati sa che è una modalità pressoché unica perché è un formato audio-video non compresso. Ovviamente essendo una macchina pro-user la lunghezza del file è limitata a 30minuti di registrazione. In più c’è la modalità estremamente migliorata “live view”, che è la possibilità di vedere in anteprima le inquadrature sullo schermo lcd prima di scattare, esattamente come nelle compatte, questa opzione anche nella 500d era presente, ma molto più rude e imprecisa. È comunque una modalità poco curata, l’amatore della foto ovviamente scatta guardando nel mirino. Proprio a proposito di questo dobbiamo dare atto alla canon dell’ottimo lavoro per lo studio del mirino. Lo specchio della reflex cioè il pentaspecchio è stato sostituito dal pentaprisma, chi lavorava con macchine analogiche sa che è praticamente è lo specchio più luminoso e preciso (soprattutto per quanto riguarda la colorimetria). Passiamo ora allo schermo lcd che si trova sul retro, anche qui c’è stato un ottimo lavoro di miglioramento, lo schermo ad occhio è più luminoso e invece di essere da 940k punti è 1040k, ciò porta ad una resa più veritiera della foto, grosso handicap delle macchine precedenti. Passiamo ad una nota di discordanza che ho riscontrato nell’utilizzo. Il sito canon dichiara, come velocità di scatto 3,7 scatti al secondo contro i 3,4 della 500D, la differenza è irrisoria ma la sensazione che la 550D sia più veloce nello scrivere i file su scheda, quindi il buffer lavora di meno a vantaggio di una buona velocità. Vediamo i formati di registrazione delle foto, troviamo il classico jpg (3 modalità di dettaglio) e il raw di ultima generazione 14 bit, per colore, l’ultima notazione è direttamente prese dalle sorelle maggiori, da cui prende anche la possibilità di generare contemporaneamente, per ogni scatto file jpg e raw. Ciò che non assimilano dalle versioni superiori è la possibilità di cambiare formato al raw (raw1 e raw2), e la fascia subito superiore non ha la possibilità di fare filmati (questo perché chi compra una reflex professionale lo fa per fotografare, non certo per filmare). Altra specifica interessante è il supporto della batteria e delle schede. Ma andiamo con ordine, per quanto riguarda la batterie è una LP-E8, questa è un’ottima batteria, ma diversa dalle macchine della stessa categoria, ciò significa che chi ha una macchina della stessa fascia dovrà comprare batterie nuove. Lo stesso discorso, fortunatamente, non vale per le schede che hanno mantenuto le SD, SDHC , anche qui direttamente dal mondo delle compatte, le altre reflex professionali utilizzano le CF con accanto slot SD. Ultima notazione di rilievo è il supporto per obiettivi che è praticamente completo, sia per EF, che EFS. Da notare come non ho accennato a dimensione del sensore e megapixel, ovviamente non è una macchina a formato pieno ed un paragone con le compatte sarebbe ingiusto, cmq la qualità del sensore è la solita canon, senza particolari notazioni. Per concludere, penso che questa 550D, sia solo una revisione della versione 500D, non ci sono particolari miglioramenti tranne il mirino e non penso, almeno per ora, che il prezzo valga questi miglioramenti

Chirichella Mariano

Condividi
PrecedenteFemme Fatale
Successivoquando Steve McQeen usava la Scrambler
avatar
Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".

Lascia una risposta