Vico Equense: consiglio comunale infuocato, approvato il Bilancio

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Bilancio archiviato, dunque, per Gennaro Cinque che resta saldamente in sella dopo la ricucitura con i consiglieri in rivolta. Savarese, Guida, Vanacore e Donnarumma, infatti, hanno fatto marcia indietro ritenendosi soddisfatti degli accordi raggiunti col sindaco in questi giorni. Restano fortemente critici, invece, Davino e Cuomo. Cuomo, in particolare, ha accusato il sindaco di tradimento e, in un intervento carico di tensione emotiva, gli ha ricordato che la consiliatura è stata possibile grazie all’apporto dei voti di tutta la maggioranza. Inoltre, secondo Cuomo, il licenziamento di 5 assessori qualche anno fa ha di fatto cancellato un’alleanza che è servita a vincere le elezioni nel 2006. Cuomo ha anche rinfacciato al sindaco gli approcci ricevuti a sole ventiquattr’ore dal consiglio comunale, con una telefonata nella quale Cinque si dimostrava disponibile a cedere degli assessorati e la carica di vice sindaco. Telefonata che, secondo Cuomo, era del tutto fuori tempo e che dimostrava che il sindaco ancora una volta avesse tentato di ridurre una protesta politica seria e circostanziata in una volgare compravendita di posti di potere.
Nelle file riservate al pubblico era presente anche l’ex sindaco Dilengite, uno degli ex assessori licenziati da Gennaro Cinque. Dilengite è più volte intervenuto durante il dibattito provocando l’ira dei consiglieri riconciliatisi col sindaco e a un certo punto la tensione si è fatta così alta che si è temuto si potesse venire persino alle mani. Infatti Ciro Vanacore ha perso la pazienza e si è diretto con foga minacciosa verso di Dilengite. Sono dovuti intervenire i presenti per fermarlo e solo la minaccia di espulsione dal consesso avanzata dal presidente Cioffi ha dissuaso Vanacore dal suo intento bellicoso.
La rabbia dei dissidenti Cuomo e Davino e dello stesso Dilengite ha un motivo preciso. In realtà Vanacore e il suo gruppo avrebbero accettato in cambio della fedeltà proprio un assessorato e la carica di vecesindaco. Questo scambio di cortesie ha assunto per Dilengite, Davino e Cuomo la veste di un mercanteggiamento tra le parti che rivelerebbe le vere intenzioni dei consiglieri ex dissidenti, di assumere cioè cariche di potere piuttosto che interessarsi al bene della collettività come andavano sbandierando.
Davino e Cuomo hanno alla fine dichiarato di astenersi dal voto di approvazione del bilancio, avendo a cuore che si scongiuri un commissariamento devastante per la città di Vico Equense, già provata da una cattiva amministrazione, ma hanno definitivamente sancito la rottura con Gennaro Cinque e l’impossibilità di future alleanze,
Dai banchi dell’opposizione, Pasquale Cardone ancora una volta ha accusato questa amministrazione di sperpero del denaro pubblico attraverso scelte sbagliate che hanno attirato l’attenzione della magistratura in diverse direzioni. Cardone ha posto l’accento sulle modalità di assegnazione dei lavori pubblici a ditte scelte a discrezione dell’amministrazione, Lavori perlopiù iniziati e mai portati a termine. Inoltre Cardone ha puntato il dito sulla mancanza di fondi sufficienti nel bilancio da destinare ai giovani, agli anziani, alle fasce deboli. Dopo molte ore di dibattito tesissimo, dopo la mezzanotte, il bilancio è stato infine approvato. !4 i voti a favore, 4 i contrari e 3 gli astenuti.
Ora si aspetta solo di conoscere quali cambiamenti avverranno in giunta a risarcimento del risultato raggiunto in consiglio comunale. Secondo i ben informati dovrebbero insediarsi in qualità di assessore e vicesindaco i consiglieri Francesco Buonocore e Ciro Vanacore. Interpellato nel merito, il consigliere Guida non si sbottona ma che avvenga il rimpasto è necessario perché secondo Guida si è archiviato il capitolo bilancio ma a condizioni politiche chiare che non possono essere disattese, pena la caduta della Giunta in tempi brevissimi. Di questo Gennaro Cinque, secondo Guida, è perfettamente consapevole.
Maria D’Ordia
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