Castellammare: la Prefettura diffida Palazzo Farnese. In arrivo sospensioni e licenziamenti, poi il monitoraggio

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Caos a Palazzo Farnese: secondo le ultime indiscrezioni a rischio ci sarebbero 40 dipendenti tra funzionari e impiegati. Dopo la stangata ai cinque dirigenti, dalla Prefettura di Napoli giungono nuovi provvedimenti per il Comune di Castellammare derivanti dalle indagini della commissione d’accesso a Palazzo Farnese.

Il consiglio comunale stabiese, insomma, non è stato sciolto, ma se non approfondirà le tematiche contenute nel documento firmato da Alessandro Pansa il 12 maggio scorso, ciò potrebbe avvenire tra 180 giorni. Sei mesi per fare chiarezza mentre piovono sul Comune decine di provvedimenti disciplinari firmati dal neosindaco Luigi Bobbio per normalizzare la vita amministrativa dell’ente.

Sono molteplici gli aspetti che la Prefettura ha chiesto ad assise consiliare e primo cittadino di monitorare a partire dalle irregolarità riscontrate «nel settore della gestione del personale; nel settore delle procedure di aggiudicazione di appalti; nel settore urbanistico – edilizio; con riferimento alla privatizzazione di Castellammare e alla concessione di aree demaniali agli alberghi delle terme; con riferimento alle procedure di affidamenti operati dal Comune di Castellammare, quale ente capofila dell’ambito territoriale». Il testo è stato recapitato questa mattina a tutti i consiglieri comunali, ma solo il sindaco Bobbio ha la possibilità di visionarne la “versione completa” con tanto di allegati. A più di un anno dall’omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino da parte della camorra, e a quattro mesi dalla conclusione delle indagini da parte della commissione d’accesso, ciò che la Prefettura ha comunicato al Comune di Castellammare è una diffida quasi a 360 gradi. «Dovranno essere posti in essere – si legge nel documento – gli adempimenti e gli atti necessari per: assicurare il ripristino della legalità e la cessazione del pregiudizio in atto derivanti dall’espletamento illegittimo delle seguenti gare: affidamento del servizio di gestione delle aree di sosta e rimozione autoveicoli alla società Sintesi (…); affidamento dei lavori previsti nel cosiddetto “contratto di quartiere”; concessione dell’area demaniale per i chioschi». Non solo, perché nel mirino c’è anche il settore edilizio urbanistico, il settore dei servizi sociali per la concessione della gestione della struttura “Nottegiorno”, affidata alla società cooperativa sociale “I vecchi ed il Mare”. E poi ci sono, ovviamente, le Terme di Stabia, la procedura per la scelta dell’advisor e la privatizzazione della società. Su tutto questo Palazzo Farnese dovrà relazionare oltre che sospendere o licenziare gli addetti ai lavori. La «curiosità» della Prefettura dovrebbe essere soddisfatta entro 180 giorni, pena l’avviamento della procedura di scioglimento del consiglio comunale.

Il documento della Prefettura era atteso da tempo ma ha lasciato l’amaro in bocca a molti. In una conferenza stampa convocata questa mattina il sindaco uscente, Salvatore Vozza, insieme al senatore dell’Italia dei Valori, Nello Di Nardo, e al commissario cittadino del Partito Democratico, Paolo Persico, ha sottolineato il grande rispetto per l’atto firmato da Pansa ma con molte riserve. Il documento, se non fa acqua, contiene perlomeno diverse imprecisioni e contraddizioni. Per moltissime delle irregolarità riscontrate dalla Prefettura esistono i certificati antimafia rilasciati, manco a dirlo, proprio dalla Prefettura. Un caso su tutti quello del “contratto di quartiere”: qui si diffida ad affidare i lavori previsti. Lavori in realtà mai assegnati poiché dopo il parere sfavorevole della Prefettura sulla ditta vincitrice del bando, quest’ultima vinse il ricorso al Tar, ma nonostante questo il Comune non si arrese e si presentò davanti al Consiglio di Stato, che ancora deve esprimersi, contro la ditta e contro il Tar. Insomma, la questione è da approfondire eccome.

«Apprezzo l’operato del prefetto Pansa – ha detto questa mattina Vozza a pochi minuti dall’arrivo del documento – al quale ho offerto sempre tutta la mia collaborazione. Comincio col dire che i cinque dirigenti che sono in discussione hanno la mia piena e incondizionata fiducia: non penso che abbiano favorito in alcun modo la criminalità organizzata. Ora, da parte mia c’è piena solidarietà a Bobbio che dovrà affrontare queste vicende, ma al Comune ho lasciato tutta la documentazione, la stessa che ho inviato anche in Prefettura. Su questo documento posso dire che con più tempo a disposizione la commissione d’accesso avrebbe potuto approfondire di più le tematiche in oggetto. Comunque sia, c’è la mia totale disponibilità a collaborare».

«Era davvero importante comunicare i risultati della commissione d’accesso – ha poi affermato Persico – prima delle elezioni amministrative. Ora si apre una fase delicatissima».

«In base alla relazione della commissione d’accesso – ha detto pochi minuti fa il primo cittadino Bobbio – circa la sussistenza di pericoli di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’ambito della gestione politico – amministrativa del Comune di Castellammare, è stato disposto dal ministero dell’Interno un monitoraggio, in ragione del quale sono chiamato, come sindaco neo-eletto, pena lo scioglimento del consiglio comunale, ad adottare i provvedimenti necessari al ripristino della legalità, della trasparenza e della normalità della vita amministrativa dell’Ente, nonché al recupero del regolare funzionamento dei servizi. Il quadro delineato da una relazione prefettizia, della cui riservatezza sono stato costituito garante, è francamente allarmante. – ha continuato Bobbio – I provvedimenti che mi è stato prescritto di adottare riguardano, in particolare, la gestione del personale, i servizi sociali, il settore urbanistico, l’espletamento illegittimo di diverse gare e il processo di privatizzazione delle Terme; settori sui quali pesano, secondo le risultanze ispettive, gravi condizionamenti e gravissime irregolarità ed illegalità. Fra le censure mosse alla precedente gestione comunale vi è quella riguardante la totale inerzia in materia di procedimenti e sanzioni disciplinari, pur in presenza di un rilevante numero di dipendenti comunali gravati da criticità personali e lavorative estremamente pesanti. In relazione a ciò, mi viene prescritto di riattivare pienamente e rigorosamente i circuiti disciplinari interni, anche adottando provvedimenti sanzionatori, alcuni dei quali prevedono la sanzione massima. Vivo questo momento con grande senso di responsabilità, ma anche con grande determinazione – ha sottolineato Bobbio – nella convinzione che esso rappresenta per la città di Castellammare un momento altamente positivo, una sorta di anno zero che ci consentirà di attivare subito, a pochi giorni dalla mia elezione, un gigantesco processo di rigenerazione e di rinascita all’insegna della legalità, che si tradurrà, partendo dal riassetto globale di una macchina amministrativa comunale sgangherata e compromessa, in un potente rilancio per l’intera città e per tutti i suoi cittadini onesti e laboriosi, mortificati da troppi anni di pessimo governo cittadino. È mia intenzione ridisegnare gli schemi organizzativi e gestionali della macchina municipale – ha aggiunto il sindaco – soprattutto per quanto riguarda la privatizzazione dei servizi pubblici locali, il contrasto all’abusivismo edilizio e gli appalti pubblici, che vengono individuati dalla relazione della Prefettura quali ‘aree sensibili’ della passata Amministrazione, unitamente a un totale disinteresse per l’efficienza della macchina comunale nella quale si era permesso si instaurassero meccanismi distorti e inquietanti di malfunzionamento delle procedure e dei servizi. Va, tuttavia, sottolineato che il capillare e approfondito esame cui è stato sottoposto l’organico del Comune, unitamente agli esiti dell’accertamento, negativi solo per una parte dei dipendenti, suona come sostanziale promozione di tutti gli altri, che sono usciti indenni da censure e rilievi, costituendo tale situazione una buona base di partenza per la rinascita della macchina comunale. Avevo già deciso di procedere al riassetto della struttura. Il sopraggiunto monitoraggio mi consentirà di procedervi, sgombrando il campo in partenza da ogni eventuale ipotesi o altrui intenzione di tentare di opporsi ad esso in nome di interessi poco chiari. Esorto la città, ancora una volta, a non sentirsi mortificata nella sua parte sana da questo momento difficile, ma foriero di una stagione nuova e positiva tutta volta a riportare la legalità e le persone perbene, che sono la stragrande maggioranza, al centro dei percorsi amministrativi. Scontiamo anni di pessima gestione e di percorsi torbidi e inaccettabili. Non ne siamo, ovviamente, in alcun modo responsabili. Ne siamo e ne saremo gli implacabili liquidatori, così come l’Amministrazione da me guidata è e sarà la protagonista, con tutta la città, della rinascita e del rilancio civile. Ringrazio, a nome di tutta la città, il Governo e le Istituzioni tutte che con il loro impegno e la loro attenzione hanno contribuito, anche attraverso questi ultimi accadimenti, a regalare a Castellammare una nuova alba di speranza. La mia Amministrazione e la maggioranza che la sostiene compatta faranno tutta intera la loro parte nel dare attuazione al monitoraggio e che nessuno pensi neanche lontanamente di frapporsi su questo cammino di ripristino della legalità».

Francesco Ferrigno

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