Il vescovo Liberati attacca Bassolino: Spariti 12,5 milioni per il Santuario

173

Qual è  il ruolo dei sacerdoti in una terra, come quella campana, che ogni giorno viene messa a dura prova da tanti gravi problemi sociali come la disoccupazione e, soprattutto, come la criminalità organizzata? “I sacerdoti, i vescovi come i parroci di periferia devono tornare nelle strade per tastare il polso dei fedeli e, soprattutto, per denunciare senza mezze misure i camorristi”. La risposta, chiara ed eloquente, l’ha data il cardinale di Napoli, Crescenzo Sepe, nel corso dell’incontro che l’alto prelato ha avuto a Pompei martedì scorso con 25 vescovi ed oltre 600 sacerdoti arrivati da ogni parte della Campania. L’arcivescovo di Pompei, monsignor Carlo Liberati ha fatto da “padrone di casa” dell’importante appuntamento. L’incontro  che si è tenuto presso il teatro Di Costanzo e Mattiello  di Pompei – è stato organizzato dalla Conferenza episcopale campana in collaborazione la Facoltà Teologica dell´Italia meridionale in occasione dell´Anno sacerdotale voluto dal Papa Benedetto XVI. Ma il tema del vertice tra i religiosi campani “Essere preti oggi in Campania, un ministero di speranza per la nostra terra” l’ha scelto il cardinale Sepe, con un obiettivo ben preciso. “L’ho scelto – ha detto – per richiamare il prete a vivere la nostra spiritualità di sacerdoti in Campania affrontando le sfide che arrivano dal territorio. Bisogna essere vicini alla nostra gente in questo particolare momento di crisi morale, economica e sociale. Dobbiamo tornare in strada per condividere le sofferenze e le angosce di tanti fratelli e sorelle ma anche per dare una speranza soprattutto ai poveri e a quanti soffrono nel corpo e nello spirito”. Le parole del cardinale Sepe, però, sono state scagliate con forza anche contro il potere malavitoso. “Bisogna scendere in strada – avverte Sepe – uscendo dalle eleganti stanze vescovili e dalle sagrestie per estirpare il cancro maligno della camorra che sta soffocando i territori della nostra regione”. Il cardinale si rivolge a tutti. “I problemi ci ovunque. Solo in strada, solo fuori dalle sagrestie si possono comprendere realmente i problemi per poter fornire risposte concrete ai bisogni della nostra gente a partire dal cancro principale, la camorra che soffoca ogni cosa”. Nel corso dell’incontro si è levata forte la voce del vescovo di Pompei, monsignor Carlo Liberati: “Per colpa di Bassolino la diocesi di Pompei ha perso un finanziamento europeo di 12 milioni e 500mila euro, alla vigilia delle elezioni regionali. Bassolino non si è presentato a firmare il protocollo d’intesa che era già pronto per la realizzazione di un museo archeologico nell’ex orfanatrofio Sacro Cuore che doveva ospitare reperti archeologici ed ex voto. E’ sparito, non mi ha più risposto né al telefono, né alle mail. Spero che Caldoro se ne possa interessare”.

Condividi
PrecedentePompei: Il prossimo 16 maggio sarà “N’atu Juorno”
SuccessivoChi pagherà i danni?
Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".

Lascia una risposta