Castellammare: tenta un furto, riconosciuto grazie alle telecamere

143

Un mese fa ha tentato il furto in un negozio del centro di Castellammare, ma l’allarme lo spinse a desistere ed a fuggire. Ieri mattina, però, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal Tribunale di Torre Annunziata per tentato furto con scasso, e recapitatagli dagli agenti del commissariato di polizia stabiese, guidati dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vicequestore Stefania Grasso. È stato arrestato, dunque, Daniele Ridosso, 34enne di Santa Maria la Carità, già noto alle forze dell’ordine, e ora accusato di tentato furto aggravato. A metà aprile, nel cuore della notte, riuscì a forzare la saracinesca di un grosso negozio di elettrodomestici del Viale Europa, riuscendo ad arrivare fino alla porta d’ingresso. Quando, poi, si accorse di essere ripreso dalla telecamere della videosorveglianza interna e di aver fatto scattare l’allarme, il 34enne si diede rapidamente alla fuga, poco prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Da quel momento in poi, gli agenti del commissariato di polizia di via De Gasperi hanno continuato ad indagare sul caso: decisive, per il riconoscimento del ladro, sono state le immagini dell’impianto di telecamere a circuito chiuso, grazie alle quali sono stati fatti dei raffronti fotografici con i tanti schedati che si trovano nell’archivio di pubblica sicurezza. Gli esperti agenti stabiesi, durante le ricerche, hanno riconosciuto chiaramente Ridosso all’interno di quel filmato, fornendo le prove al gip che ne ha chiesto immediatamente la detenzione cautelare ai domiciliari. A quanto pare, il 34enne aveva provato ad entrare all’interno dei locali del negozio di elettrodomestici per portare via della merce, probabilmente da rivendere illegalmente. Intanto, su Daniele Ridosso sono in corso ulteriori indagini, poiché potrebbe essere lui il responsabile di un altro paio di furti avvenuti a Castellammare di Stabia negli ultimi mesi, sempre durante le ore notturne, e per i quali non sono stati ancora trovati i colpevoli.

Share

Lascia una risposta