Castellammare: guardia giurata ferita in ospedale. Indaga la polizia

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Guardia giurata ferita alla mano dopo un’aggressione avvenuta all’interno dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. I fatti si sono svolti intorno alle 3 della scorsa notte, proprio all’ingresso del nosocomio stabiese. Un uomo, con il volto coperto dal casco integrale, si presenta alla porta d’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo, e si dirige direttamente verso il gabbiotto nel quale si trova la guardia giurata. Luca Raiola, 29 anni, ex militare dell’Esercito Italiano con un passato in missioni all’estero, ora guardia giurata residente a Castellammare, pensa ad una richiesta di informazioni e si affaccia. Ma viene immediatamente aggredito. L’intento è palese: l’aggressore ha intenzione di sottrargli la pistola che ha nel fodero, ne nasce una colluttazione, anche violenta. Nel tira e molla, parte un colpo dalla pistola del 29enne, il proiettile gli colpisce una mano, ferendolo. L’aggressore ne approfitta per darsi alla fuga, probabilmente spaventato, senza riuscire nemmeno a portare via l’obiettivo che si era prefissato, ovvero l’arma da fuoco. La guardia giurata, poi, si è immediatamente fatta medicare dai medici del San Leonardo che gli hanno riscontrato una ferita alla mano guaribile in 20 giorni. Sul posto, pochi istanti dopo, sono giunti gli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, guidati dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vicequestore aggiunto Stefania Grasso. Dopo aver ascoltato Raiola, sono partite immediatamente le indagini che procedono ad ampi raggio. È stato difficile fornire particolari precisi sul volto dell’aggressore, e qualche aiuto potrebbe arrivare dai filmati della videosorveglianza, che sicuramente hanno ripreso la scena e l’aggressore al momento dell’ingresso. Facile che l’aggressore sia arrivato in ospedale in sella ad uno scooter, forse guidato da un complice che lo attendeva all’esterno della struttura ospedaliera stabiese per fuggire via con la “preziosa” refurtiva. Le forze dell’ordine indagano negli ambienti della malavita organizzata, cari al clan D’Alessandro. Scanzano, Acqua della Madonna, ma non solo. Controlli serrati, interrogatori, perquisizioni sono avvenute in tutte le abitazioni dei personaggi vicini ai clan stabiesi per carpire qualcosa sull’episodio. Infatti, dietro al tentativo di furto di una pistola, tra l’altro in questo caso culminato con il ferimento di una persona, di solito si nasconde altro. Le armi che vengono rubate, subiscono un “trattamento”: cancellata la matricola, è impossibile riconoscerne la provenienza. Così, le pistole con matricola abrasa vengono riutilizzate per compiere reati che vanno dalle rapine agli omicidi, o alle semplici minacce. Il pericolo che possa nascondersi un nuovo tentativo di affermazione da parte dei clan stabiesi è forte, per questo saranno intensificati ulteriormente i controlli già molto forti in tutta l’area stabiese e, in particolare, nei quartieri più delicati della città delle acque.

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