Apertura di Cava Vitiello, l’esito dell’incontro dei movimenti con i vertici regionali

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Oggi, alle ore 15, una delegazione del Movimento ha incontrato il suddetto assessore Romano: come c’era da aspettarsi, le risposte non hanno in alcun modo soddisfatto le richieste dei cittadini che intanto si sono riuniti in assemblea presso piazza Pace (Boscoreale) ed hanno finito poi con l’occupare l’incrocio di via del popolo in seguito alla mancata disponibilità dell’aula consiliare per poter proseguire l’assemblea permanente. L’assessore ha cosi risposto alle richieste: in merito all’apertura imminente della Cava Vitiello, ha affermato che “oggettivamente il contesto presenta delle criticità di cui non è possibile non tener conto”. Ha poi affermato che il 22 giugno sarà a Bruxelles per ottenere risposte in merito ed in particolare circa i finanziamenti tutt’ora bloccati da parte della Comunità Europea. riguardo alla cava Sari, attualmente in uso, si è impegnato a garantire la corretta gestione della discarica per non dare problemi alla popolazione, chiedendo controlli alle società Asia ed Ecodeco. Ha poi affermato che “la parte organica deve scomparire dal rifiuto sostenendo che da subito gli impianti Stir dovranno dar vita ad una biostabilizzazione della frazione organica. Essendo, a suo dire, la regione sprovvista di fondi, saranno contattati gli assessori locali per creare atti di indirizzo ed affidare la gestione ai privati; per ciò che attiene al problema della bonifica della Cava Sari, l’assessore ha individuato nella gestione commissariale la responsabilità dell’azione. Per ciò che attiene al problema degli eventuali fenomeni sismici riguardanti il territorio vesuviano, Romano non ha potuto che affermare che il problema è reale, promettendo di effettuare alcuni passaggi per affrontarlo. Riguardo al concetto  di compostaggio, la risposta ha chiarito che dovranno essere messi in campo ben 13 impianti, ma che al momento entro 3 mesi ne apriranno soltanto 2, ad Eboli e Salerno, ammettendo che per gli altri 11 ancora non ci sono risposte. Sulla Riduzione a monte dei rifiuti, Romano ha affermato di voler usare la stessa tecnica adottata a Salerno, provando ad incentivare i cittadini virtuosi con sconti sulle bollette. In merito alla tracciabilità dei rifiuti, l’idea di Romano è di attivare due sistemi, Sidra e Sisti da applicare sui mezzi in circolazione trasportanti i rifiuti, così da poter fronteggiare il problema legato alla presenza della camorra nei trasporti stessi. In conclusione, i dati rilevanti sono stati due: per ora i termovalorizzatori e le discariche non si possono chiudere e tra l’altro i dati relativi alla raccolta differenziata non possono essere pubblicati perchè non ci sono. In ultimo, Romano si è reso disponibile ad un confronto con i comitati in lotta. In conclusione è stato chiaramente detto che bisogna allungare la vita degli impianti esistenti. La Sari quindi non chiuderà e le discariche saranno allargate. Per quanto riguarda le bonifiche non è possibile procedere in tal senso poiché si tratta di territori ancora commissariati. Come si evince dai punti finora citati, alle domande precise della delegazione, molte sono state le risposte evasive della Regione: tante le promesse ma poche le risposte concrete. In particolare ciò che ancora non ci è chiaro è di chi è la responsabilità in merito alla salute di tutti i cittadini. A tutt’ora è in azione un blocco stradale della cittadina boschese in attesa di nuove decisioni circa le iniziative da mettere in campo.

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