Come i movimenti delle scorse settimane facevano abbondantemente presagire la prima settimana di luglio è stata un turbinio di novità e di notizie nella città ai piedi del monte: un consiglio comunale sulla carenza idrica sofferta nelle settimane precedenti, le dimissioni dell’Assessore Marciano fresca di nomina, colpita da n”fuoco amico” e il congresso del Partito Democratico.
Ma andiamo con ordine: il primo luglio si è celebrato il sindaco ha riferito nell’assemblea cittadina riguardo alla mancanza d’acqua che si è verificata nelle prime settimane del mese di giugno: un consiglio comunale chiamato a gran voce dai consiglieri di opposizione che avevano invitato la cittadinanza a partecipare alla seduta del consiglio: le aspettative dei consiglieri di minoranza sono state disattese, tant’è che la presenza di pubblico alla seduta era di pochi e sparuti cittadini e di qualche addetto ai lavori ( complice forse il caldo torrido che ha consigliato ai cittadini di restare a casa o la contemporanea manifestazione in piazza trivio “Somma beach”). Fatto sta che nel suo intervento il sindaco ha rassicurato tutti dicendo che la crisi è oramai alle spalle e che le colpe, sono in una cattiva gestione delle Risorse idriche da parte della Regione Campania che nel corso degli anni scorsi non ha messo mano a nessun intervento in materia idrica, e solo l’intervento diretto del neo Presidente della Giunta Regionale della Campania ha scongiurato il protrarsi della carenza idrica. Solidarietà ai cittadini che hanno pacificamente manifestato e sostegno alla GORI da parte di tutta la maggioranza che ha ereditato e si trova gestire una rete idrica carente in cui non sono stati fatti significativi investimenti di ammodernamento.
Per l’opposizione se il sindaco non è il primo degli imputati, la GORI sale sul banco degli imputati per la sua gestione che ha aumentato le tariffe, e compatta chiede che l’acqua sia dichiarato bene di pubblico interesse nello statuto comunale.
Da parte della maggioranza su questo punto è il consigliere Carotenuto ad essere il più significativo: se difende la scelta fatta dall’assetto normativo del decreto Ronchi di dare la gestione ai privati, non parla di privatizzazione dell’acqua, ma di “liberalizzazione” concludendo che, a seguito di gare corrette, il servizio idrico risulterebbe più efficiente e più economico per i cittadini, manifestando tutta la sua fede nella smithiana “mano invisibile”.
Le conclusioni sono affidate al sindaco Allocca che ribatte a chi lo ha accusato di aver agito solo sull’onda delle richieste della piazza, affermando che sulla questione lui “si stava muovendo sin dal 2009” e propone, da parte sua che l’amministrazione si faccia carico di fare pressioni presso la Regioni affinché venga messa in funzione la pompa Alto secondario che è già completata ma che alcuno problemi di natura tecnica tengono ferma: è questa, l’unica proposta che il Presidente dell’Assemblea, Di Sarno ritiene degna di essere messa ai voti, tra le proteste delle opposizioni che chiedevano un ulteriore intervento per formalizzare le loro proposte. Alla fine la proposta del Sindaco è votata da 21 consiglieri su 22 presenti (1 astenuto).
Archiviato il consiglio comunale, al sindaco vengono restituite le deleghe dall’Assessore Antonella Marciano: la polemiche che nei giorni precedenti avevano seguito la sua nomina,le hanno consigliato di mollare: la nomina della Marciano (anastasiana ed ex segretaria dei Socialisti democratici per Napoli, quindi militante del centrosinistra) era stata vista come un’offesa alle professionalità del territorio da settori della maggioranza e non pochi malumori aleggiavano nelle stanza di Palazzo Torino.
La settimana si è conclusa con la presentazione delle liste per la composizione del direttivo della sezione cittadina del Partito democratico: la locale sezione ha puntato molto nel corso degli ultimi mesi nel tesseramento e in quest’ultimo appuntamento per un rilancio nella politica cittadina, per la definitiva definizione della sua linea politica. Le liste presentate erano tre: la prima, con candidato segretario Massimiliano Martone vedeva fra i suoi canditati il probabile candidato a Sindaco Michele Antonio Mocerino (la cui candidatura, con l’appoggio della lista “Giovani Democratici” fu bloccata dal TAR per errori di presentazione) e Crescenzo De Falco, più volte consigliere comunale (l’ultima volta eletto nelle file di AN come indipendente); la seconda, con candidato segretario Pietro Allocca, annoverava tra i suoi candidati Maurizio De Nino, già segretario del PD sommese, Vincenzo Cimmino, nome storico della politica sommese. La terza lista infine, con Agostino Vitale candidato alla carica più alta, annoverava numerosi ex DS tra cui l’ex assessore della giunta D’Avino Giovanni Piccolo.
EL votazioni si sono tenute il pomeriggio di domenica 5 luglio fino alle ore 22.00 e la composizione del direttivo dà la maggioranza relativa con 20 delegati nel direttivo su 40 alla lista numero 2, con Pietro Allocca candidato segretario, 11 delegati alla lista 1 del Martone e 9 alla lista capeggiata da Agostino Vitale: una situazione in cui l’arte della diplomazia sarà importante per dare un segretario al partito più grande del centrosinistra cittadino, e nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si attende cosa uscirà fuori e su quali equilibri poggeranno i nuovi organismi dirigenti del partito Democratico, che in consiglio ha una “potenza di fuoco” di quattro consiglieri eletti all’ultima tornata elettorale: i rischi sono tanti e molteplici, primo fra tutti quello di ricreare una situazione di stallo in cui nessuna mozione, non riuscendo ad ottenere la maggioranza, riuscì ad esprimere un segretario, paralizzando l’attività del Partito.
“Ho voglia di lavorare per il bene di tutto il partito” è questa l’unica dichiarazione a caldo di Pietro Allocca alla fine dello scrutinio che gli ha affidato la maggioranza relativa del direttivo.
Luigi Rossi









