Torre Annunziata: sequestrati 300 kg di pesce, denunciate 6 persone

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Continuano senza sosta i controlli e le verifiche eseguiti dagli uomini della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, coordinati dal C.F. (CP) Demetrio Antonio RAFFA su tutta la filiera della pesca.


La vasta operazione è stata ancora una volta mirata a frenare qualsiasi tipo di illegalità legata al settore pesca cosi come disposto dal Piano nazionale operativo di controllo sulla filiera della pesca, pertanto senza tralasciare nulla, i controlli si sono svolti sia in mare, che nei punti di sbarco del pescato, che nelle varie attività commerciali del territorio di giurisdizione.

La Maxi operazione ha visto coinvolti tutte le dipendenti motovedette che hanno proceduto, già dalle prime ore della mattinata, a perlustrare il territorio di competenza per attività di prevenzione e repressione di eventuali illegalità cosi come disposto dal Regolamento comunitario 1967/06, nonché personale militare dipendente appostato nei vari punti di sbarco dei prodotti ittici e per ispezioni negli esercizi commerciali presenti sul territorio, nonché controlli su veicoli commerciali adibiti al trasporto del pescato.

La fine delle operazioni, conclusesi sono nel tardo pomeriggio di ieri, e preceduta da un’intensa attività investigativa, ha portato a sanzioni amministrative per un totale complessivo di 7500 €, nonché 6 denunce nel Comune di Torre Annunziata, per cattivo stato di conservazione di alcuni prodotti ittici e il relativo  sequestro di oltre 300 Kg. di frutti di mare e novellame, che a seguito di autorizzazione del P.M. di turno della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, parte  è stato distrutto ed altro dato in donazione.

Afferma il Comandante RAFFA: “Rimane sempre alto il livello di attenzione della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia nell’attività di polizia circa il rispetto della normativa in materia di pesca marittima, in quanto condotte illecite quali quelle accertate durante l’ultima operazione producono seri danni alla risorsa mare, nonché serie compromissioni al diritto di informazione che deve essere sempre garantito al consumatore finale  in merito alle caratteristiche fisiche e di provenienza del prodotto, elementi preziosi per garantire la sicurezza alimentare nel settore”.

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