Boscoreale: “Tammurriantes”, tra scugnizzi e battenti, manifestazione promossa dal Primo Circolo Didattico

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Il canto delle lavandaie, la processione dei battenti per la Madonna dell’Arco, la rumba degli scugnizzi, una scena recitata del mercato, la tammurriata. Dal canto Jesce Sole del tredicesimo secolo, per continuare con Lo cunto de li cunti, e poi Raffaele Viviani, Roberto De Simone e un intermezzo recitato tratto dal repertorio del teatro popolare del Sud Italia, ecco “Tammurriantes”, tra riti magici e sacre rappresentazioni, l’opera nomade proposta dal I Circolo Didattico di Boscoreale, diretto da Patrizia Porretta. Le manifestazioni finali del progetto Pon vedono il coinvolgimento di 60 bambini e 40 genitori, quest’ultimi protagonisti della prima performance nella sala teatro della scuola mentre per gli alunni rappresentazione nelle strade del centro storico di  Boscoreale, tra il Palazzo comunale e Palazzo Zurlo al Piscinale. I genitori protagonisti de “Gli altri siamo noi”, riduzione ironica napoletana di Giuletta e Romeo di William Shakespeare e di un brano liberamente tratto dalla “Gatta cenerentola” di De Simone. «Il Pon “Vibrazione dell’anima” finanziato con i fondi strutturali europei – spiega la dirigente, Patrizia Porretta – mira in modo specifico alla prevenzione e al recupero della dispersione scolastica ed alla riduzione della marginalità sociale. I destinatari del nostro progetto sono stati non soltanto gli alunni ma anche i loro genitori. La capacità della scuola di aprirsi verso le famiglie e di non accontentarsi dei colloqui con i genitori o della presenza negli organi collegiali dei loro rappresentanti appare come una chiave di volta per ridurre le spinte alla passività e alla dispersione che operano sugli alunni». Secondo la Porretta «il sistema di relazioni che la scuola costruisce con le famiglie è – specie nella scuola dell’obbligo – anche un sistema di relazioni con il territorio. Di importanza centrale è il riferimento al territorio di appartenenza, per coltivare un senso di identità culturale e un elementare gusto artistico. Tutto ciò si è dimostrato assai utile per la promozione di atteggiamenti positivi e di maggiore fiducia nei confronti dell’istituzione scolastica».

GioSor

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