Castellammare: bar abusivo nel porto, denunciato il titolare

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È stata conclusa in data odierna una complessa attività di Polizia Giudiziaria condotta in ambito portuale dagli uomini in forza alla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, agli ordini del Capitano di Fregata (CP) Demetrio Antonio Raffa, che ha portato a denunciare alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata E.G., legale rappresentante di una Società titolare di una concessione demaniale nel porto di Castellammare di Stabia.

In particolare, i militari della locale Autorità Marittima hanno proceduto a porre sotto sequestro un noto ristorante ubicato nello specchio acqueo in concessione nel porto Stabiese. Infatti, l’attività di bar e ristorazione esercitata dal titolare della concessione veniva svolta a bordo di un pontone che nel tempo aveva perso i requisiti della navigazione, essendo permanentemente impiegato per scopi diversi da quelli tipici previsti dal Codice della Navigazione, andando così a snaturare la destinazione originaria e facendo venire meno i requisiti di sicurezza.

Ma la circostanza che ha fatto scattare i sigilli da parte della Guardia Costiera è da attribuire all’utilizzo da parte del concessionario di quattro sostegni cilindrici, posizionati esternamente allo scafo, che sollevando stabilmente il pontone rispetto allo specchio acqueo sottostante, dava vita ad una struttura sospesa in difformità all’atto concessorio a suo tempo rilasciato dall’Autorità Portuale di Napoli, costituendo pertanto una vera e propria innovazione non autorizzata.

Dall’accertamento dei militari, inoltre, sono emerse una serie di ulteriori modifiche strutturali apportate allo scafo ed all’allestimento interno del pontone non contemplate nella certificazione rilasciata in materia di sicurezza della navigazione, in quanto riferita ad un pontone galleggiante piuttosto che ad una struttura sospesa su pistoni stabilmente appoggiati sul fondale marino.

Carente anche la documentazione amministrativa esibita dal concessionario  in relazione all’attività commerciale di ristorazione esercitata su tale struttura, risultata priva di regolare autorizzazione sanitaria e licenza di commercio.

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