Boscoreale: l’ugola della Ricciarelli imbavagliata dagli antidiscarica

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Ovviamente, la protesta a base di fischi e strombazzamenti di vuvuzelas o simili che ieri sera ha stoppato sin dall’inizio il concerto – esibizione in Piazza Pace, a Boscoreale, di Katia Ricciarelli, non era diretta alla Lady del Bel Canto ma  a Langella e alla sua maggioranza. Che niente o ben poco starebbero facendo, secondo quanto denunciato dai “comitati antidiscarica”, per bloccare il funzionamento del mega sversatoio, situato a poche centinaia di metri dal centro di Boscoreale. La discarica, difatti, da mesi con i suoi veleni pestiferi ammorba le notti e i giorni di quella che sino a pochi anni fa, assieme a Boscotrecase e Trecase era meta elettiva per chi voleva trascorrere vacanze estive liberando, tra le pinete del Vesuvio, polmoni  e bronchi dalle scorie cittadine. La protesta è iniziata appena l’orchestra e il coro  guidato dal maestro Quadrini hanno preso posto sul mega placo allestito in Piazza Pace per i festeggiamenti dedicati alla Madonna del Carmine, Patrona di Boscoreale assieme a Santa Maria Salome, la cui ricorrenza era caduta appena una settimana prima. Erano difatti appena passate le ventuno che da ogni angolo della piazza si sono levati i primi fischi e le prime note stonate delle trombette. Disposti in punti strategici, i numerosissimi esponenti dei “comitati” hanno dunque iniziato a far sentire le loro voci di protesta. Il tenore, fornito di ugola possente ha cercato persino di sovrastare il baccano ma alla fine ha dovuto desistere. Persino quelli che all’inizio hanno tentato di applaudire cercando di metter su una contromanifestazione  hanno dovuto desistereuando hanno capito che chi protestava lo faceva anche per loro. Tra le altre, forse è stato anche meglio perché quel refolo fetido che verso le dieci ha iniziato a investire Boscoreale dal lato della discarica, ha evitato una figuraccia ancor maggiore. Sicuramente la Signora Ricciarelli avrebbe storto il naso preoccupata dei veleni che le sarebbero entrate in gola e minacciato le sue tonsille preziose. Ma c’è ancora un dato, molto più importante: il concerto, secondo i bene informati, sarebbe costato ben trentamila euro. Ma è comunque costato tanto, perché abbia o meno cantato Katia Ricciarelli, giustamente, ha preteso quanto pattuito. «Stiamo buttando i soldi pubblici dalla finestra» ha denunciato il consigliere  dell’opposizione Pd, Lello De Falco e ha continuato «…e non è poco in un momento come questo in cui si vedono cassintegrati e licenziati e famiglie sono indebitate e preda degli strozzini per  cercare di sopravvivere.  La furbizia di chi governa – riprende De Falco –  è stata anche quella di prelevare tante piccole somme da altri capitolati per non far figurare una cifra  ingente stanziata in una sola tornata. Ovviamente questo ha penalizzato e impoverito le disponibilità di altri settori fondamentali. Ma quello che è più grave è che il sindaco, interpellato sull’opportunità di far eseguire dalla Fondazione Pascale uno screening sui veleni presenti nell’aria e nel sottosuolo del territorio (e sarebbe costato poche centinaia di euro) dichiarò che le casse comunali erano a secco. Lo abbiamo visto!».

Sandro Spinelli

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