Nel Cilento, a Novi Velia: ancora violenza contro i cani. La disumanità continua a prevalere.

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“Il colpevole di questo atto meschino pagherà per quello che ha fatto, ma che anche gli enti dovranno pagare per la loro indifferenza, è ora di finirla e che il Cilento ritorni ad essere terra di poeti e di cantori e non di BASTARDI ASSASSINI!!!”. È questo l’amaro sfogo di Venera Gitto, delegata della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, delegazione di Vallo della Lucania sezione provinciale di Salerno, all’indomani del meschino atto di violenza ai danni di quattro cani, due cagne adulte e due cuccioli, che già erano sotto la tutela dei volontari della Lega. Gli animali sono stati ritrovati dagli stessi volontari e dalla signora che li ospitava nella sua proprietà avvelenati da una bestia molto più feroce: l’uomo.

Siamo ancora una volta di fronte ad un vero e proprio omicidio perpetrato ai danni di esseri indifesi che desiderano solo vivere e dare amore al proprio padrone, a quella mano che li nutre e li accarezza, quella mano che in questa occasione non ha esitato a preparare per le malcapitate bestiole una mistura velenosa che ha reciso la vita di una delle due cagne adulte e del suo cucciolo e ridotto in fin di vita gli altri due cani. Nessuna pietà per le povere bestiole, tra l’altro protette dalla legge, nessuna pietà per il criminale che ammazza un essere che gli lecca la mano, per i colpevoli di atti così feroci.

Il Cilento sede di uno dei Parchi nazionali più belli d’Italia, regione nota per l’amore per la natura per l’ambiente e per la fauna che lo caratterizza, non può assurgere alla cronaca per atti di barbarie verso il miglior amico dell’uomo. Una violenza gratuita che giunge in un periodo particolarmente sensibile su questo argomento. L’estate porta tutti in vacanza, ma non tutti riescono ad amare veramente il fedele amico con il quale hanno passato l’inverno. In questo caso l’inciviltà di esseri che poco anno dell’umano hanno premeditato e magari gioito del dolore che ha assalito i quattro cani quando il veleno ha cominciato la sua opera di demolizione. La cagna adulta è morta tra atroci dolori, schiumando e soffocando nella propria bava che ancora sapeva di veleno. Chi è capace di tali atti disumani non può essere definito bestia, le bestie uccidono per sopravvivere, purtroppo solo l’uomo uccide senza motivo.

“Circa 20 giorni fa – ha commentato Venera Gitto – ci hanno contattato per un sopralluogo e per far fronte all’ennesima emergenza che si presentava ai nostri occhi: due cagne adulte e 6 cuccioli. Abbiamo chiesto aiuto e offerto la nostra collaborazione alle autorità e all’amministrazione comunale dalla quale non abbiamo avuto nessuna risposta positiva. ormai al collasso per tutte le emergenze sul territorio. Stavamo cercando una soluzione con le nostre forze e quelle delle persone che abitano nei pressi e si stavano prendendo cura dei cani.  Stamattina, dopo l’ennesima minaccia e dopo tante sollecitazioni da parte nostra, l’orrore dell’avvelenamento. Ad ora, la cagna adulta nero/beige e il cucciolo sono fuori pericolo grazie al nostro veterinario di fiducia intervenuto prontamente, ma hanno ancora bisogno di cure. Per l’altra mamma non siamo arrivati in tempo. Vergogna!!!”

Angela Del Gaudio

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