Polo conserviero, i sindacati: “Più sicurezza sul lavoro. Emergenza occupazionale dal 2011”

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A poco meno di un mese dall’inizio delle campagne estive con la quale centinaia di persone hanno iniziato a lavorare stagionalmente per la produzione e l’inscatolamento delle conserve di pomodoro, i sindacati di settore restano soddisfatti dopo le denuncie fatte ad inizio estate per le pessime condizioni lavorative a cui molti operai sono costretti a sottostare ed il riscontro avuto fino ad oggi all’interno delle aziende. Nei giorni scorsi, infatti, si sono succeduti diversi controlli da parte delle autorità competenti a difesa dei lavoratori.

Ad intervenire in difesa degli operai conservieri erano stati il sindacalista Francesco Fattorusso per la Fai-Cisl, Nicola Ricci della Flai-Cgil ed Emilio Saggese della Uila-Uil, i quali, attraverso le organizzazioni provinciali, avevano stilato un documento-denuncia con l’intento di sollecitare e promuovere una forte iniziativa pubblica di denuncia e mobilitazione per contrastare e bloccare un modello d’impresa presente in Campania altamente penalizzante per le condizioni generali dei lavoratori.

Purtroppo, pero, anche nel pieno delle lavorazioni, i sindacati conservieri continuano a raccogliere le lamentele riferite ad un altro tipo di problema: l’andamento delle rese produttive riscontrate fino ad oggi. Dall’inizio della campagna estiva per le produzioni di conserve alimentari di pomodori e dei suoi derivati – pomodorini, pelati, cubettato, passate, sughi pronti e concentrati – i sindacati conservieri, secondo alcuni sondaggi condotti fino ad oggi tra le aziende locali, hanno raccolto diverse lamentele da parte degli imprenditori conservieri, secondo i quali, valutando il rapporto pomodori lavorati/conserve prodotte, vengono raggiunte quotidianamente delle basse percentuali di rese produttive dovute soprattutto ad un basso grado di maturazione delle bacche di pomodoro importato in Campania e provenienti soprattutto dalla Basilicata e dalla Puglia. Secondo il sindacalista della Fai-Cisl Francesco Fattorusso, se continuerà a persistere tale condizione che inciderà negativamente sia in termini della qualità produttiva che in termini economici, andrà ulteriormente a danneggiarsi il settore conserviero regionale, ormai già in crisi da diverso tempo, tanto da registrare negli ultimi anni la chiusura di alcune aziende locali a conduzione familiare ed il trasferimento di quelle di dimensioni medio-grandi in altre regioni d’Italia. Tale crisi, secondo il sindacalista Francesco Fattorusso, prima dell’estate è stata anche oggetto di un tavolo di confronto con i rappresentanti della Regione Campania, in particolare con l’assessore regionale all’Agricoltura Vito Amendolara e quello alle Attività Produttive Sergio Vetrella, purtroppo senza ricevere riscontri positivi: “Prima dell’estate i sindacati provinciali hanno chiesto un incontro urgente con gli assessori campani responsabili all’Agricoltura e delle Attività Produttive. Purtroppo – tiene a precisare il sindacalista Francesco Fattorusso – non abbiamo avuto delle impressioni positive, in quanto ci hanno dimostrato durante il colloquio di non conoscere il settore conserviero campano e le relative problematiche ad esso connesso. Se prima c’erano stati già dei contatti con la vecchia amministrazione regionale per capire cosa poteva essere fatto per il settore conserviero campano, tanto da mettere su un osservatorio regionale per il settore e proposto la realizzazione di un polo agro-industriale campano, oggi – continua Fattorusso – con l’attuale amministrazione regionale ci troviamo a ripartire daccapo, con l’aggravante che a tutt’oggi l’attuale amministrazione regionale guidata dal governatore Stefano Caldoro sembra disinteressata al settore agro-conserviero campano e dei tanti lavoratori impiegati durante l’anno”. Francesco Fattorusso insieme agli altri sindacalisti già pensa di convocare per Settembre un nuovo tavolo di lavoro tra le organizzazioni sindacali provinciali e regionali e la Regione Campania per affrontare la grave crisi del settore conserviero campano, anche in vista dell’entrata in vigore dal 2011 della nuova legge sulla distribuzione dei contributi economici CEE per il settore conserviero: “A Settembre chiederemo subito un nuovo tavolo di confronto con le Province e la Regione Campania per affrontare la grave crisi del settore conserviero, soprattutto in vista della nuova legge che andrà in vigore l’anno prossimo con il “sistema di disaccoppiamento dei contributi economici” approvato dall’Unione Europea, con il quale saranno concessi in modo più selettivo e restrittivo gli aiuti economici alle aziende conserviere, tenendo conto non delle capacità produttive quantitative e qualitative delle aziende, ma dei fondi terrieri occupati dalle stesse aziende per reperire le materie prime. Ormai – conclude Fattorusso – urge subito dei tavoli di lavoro con gli assessori regionali Vito Amendolara e Sergio Vetrella per dare uno spiraglio ad un settore già in grave difficoltà, che, secondo gli economisti di settore, con l’attuazione di questa nuova legge si provocherà la chiusura di almeno il 30-40% delle aziende conserviere esistenti in Campania attraverso una selezione naturale”.

Vincenzo Vertolomo

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