Gragnano: minaccia di buttare la figlia giù dalla finestra, arrestato

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Lei minaccia di andare via di casa con i figli, lui prende la bimba di 7 anni e le dice “te li lancio dalla finestra”, sporgendo la piccola dalla finestra del secondo piano. Stava per finire in tragedia una violenta lite familiare a Gragnano, ma il pronto intervento dei carabinieri ha scongiurato il peggio. È stato arrestato C.A., un 36enne gragnanese, incensurato e nullafacente, accusato di maltrattamenti in famiglia. I militari dell’arma, allertati da alcuni vicini, sono intervenuti nell’abitazione della coppia, agli ordini del capitano Giuseppe Mazzullo e del tenente Andrea Minella della compagnia di Castellammare di Stabia. Infatti, i carabinieri stabiesi sono stati avvisati proprio al culmine della lite tra il 36enne e la moglie, un’impiegata 35enne. Pochi minuti prima, secondo quanto accertato dai militari stessi, l’uomo aveva aggredito a calci e pugni la moglie e, all’arrivo dei carabinieri, la stava minacciando mantenendo la figlia di 7 anni sospesa nel vuoto dalla finestra al secondo piano dell’abitazione. I militari sono intervenuti e l’hanno bloccato, impedendogli il folle gesto. Secondo quanto emerso, i due hanno cominciato a litigare, poi il 36enne ha aggredito la moglie. A quel punto, la donna ha minacciato di lasciare l’abitazione insieme ai 3 figli e lui non ci ha visto più dalla rabbia, così ha preso la piccola di 7 anni e l’ha sporta dalla finestra a circa 7 metri dal suolo. Il blitz dei carabinieri ha scongiurato il peggio. L’uomo è stato arrestato immediatamente, mentre la donna ed i bambini sono stati portati in caserma. Lì, mentre il personale militare cercava di tranquillizzare i piccoli, la 35enne ha raccontato che gli atteggiamenti aggressivi e violenti perduravano ormai da anni ed erano culminati con l’eclatante gesto ai danni della figlia. C.A. è stato dichiarato in arresto per maltrattamenti in famiglia ed ora è in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. Violenze e maltrattamenti tra le mura domestiche, però, purtroppo non vengono sempre denunciati. Anzi, le donne vittime della violenza di mariti gelosi, alcolizzati, tossicodipendenti o semplicemente troppo violenti spesso tollerano tali atteggiamenti e lasciano passare, incassando e non denunciando i fatti. Ciò rende difficoltoso l’intervento delle forze dell’ordine e praticamente impossibile l’arresto dei responsabili. Sono molto rari casi come quello accaduto il 10 gennaio scorso, quando una donna ha denunciato il marito tossicodipendente che la picchiava per farsi consegnare il denaro per l’acquisto di droga. Infatti, nell’area stabiese il numero di denunce resta stabile, anche se in ospedale arrivano spesso donne ferite e curate che danno come spiegazioni semplici incidenti domestici, poco compatibili con le ferite. Inoltre, per arrivare all’arresto, c’è bisogno di dimostrare il reato, certificando anche la continuità di vessazioni e la pluralità di eventi, anche se l’arresto può arrivare con un unico episodio se la vittima racconta tutti i maltrattamenti presentando anche referti medici. Dai dati forniti dai carabinieri è chiaro che le donne stabiesi tendono a tollerare le violenze su se stesse, ma si sbloccano e denunciano se ad essere vittime non i figli.

Dario Sautto

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