Premio alla memoria per Susanna Agnelli. Aveva salvato l’altare dell’Assunta di Vico Equense

Il Comune di Sassocorvaro (Pesaro Urbino) ha scelto Susanna Agnelli per un premio speciale alla memoria, per aver salvato l’altare ligneo del ‘700 nella chiesa dell’Assunta di Vico Equense. Il piccolo paese marchigiano, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu scelto come centro di raccolta delle principali opere d’arte del territorio nazionale al fine di salvaguardare dai pericoli della guerra il patrimonio artistico italiano. La Rocca Ubaldinesca fu scelta tra numerose altre costruzioni dall’allora Soprintendente Pasquale Rotondi, perché ritenuta il “ricovero più sicuro per la naturale inespugnabilità del luogo e per la poderosa imponenza delle murature gigantesche”. Il 6 giugno 1940, appena quattro giorni prima dell’entrata in guerra dell’Italia, da varie Soprintendenze delle Marche e d’Italia arrivarono le prime opere d’arte. Per 5 anni, 3 mesi e 8 giorni la Rocca fu nascondiglio di capolavori di importanza universale come La Tempesta del Giorgione (“forse il quadro più raro e suggestivo che possegga l’Italia” lo giudicava Rotondi); 13 Tiziano; 17 Tinitoretto; 4 Piero della Francesca e opere di Carlo Crivelli, Lorenzo Lotto, Raffaello, Perugino, Mantegna, Veronese, Rubens, Tiepolo, Canaleto. Tutte le opere custodite da Rotondi, circa 10.000, tornarono alla fine del conflitto illese alle loro sedi. Il Premio Rotondi ai salvatori dell’arte, intitolato allo scomparso Soprintendente Pasquale Rotondi protagonista del salvataggio di opere d’arte, da anni segnala le figure che si sono contraddistinte nell’arte di salvare l’arte.

Nell’edizione 2010 del Premio Rotondi, Susanna Agnelli è stata premiata alla memoria per il salvataggio dell’altare ligneo del ‘700 nella chiesa dell’Assunta di Vico Equense. Era un pomeriggio del febbraio 2000. L’architetto napoletano Antonio Irlando stava camminando nel borgo campano e davanti agli occhi gli apparve la Agnelli. «Un incontro della Provvidenza» ha raccontato poi ai cronisti. «Un incontro che mi ha fatto scoprire una donna meravigliosa e salvare un patrimonio storico». L’altare ligneo del ‘700 era abbandonato dentro la chiesa dell’Assunta di Vico Equense che proprio Irlando in quel momento stava restaurando. «Un’opera meravigliosa quell’altare, rivestito di corallo, perline, pasta di vetro, madreperla. Inutilmente avevo cercato di segnalarlo a tutte le Soprintendenze: non erano previsti fondi per il suo restauro». Non era previsto, però, nemmeno l’arrivo di Susanna Agnelli. Che non esitò a visitare l’altare. E una volta lì Susanna Agnelli non ha esitato di nuovo: per scoprire l’altare si è inginocchiata, incurante della polvere e dei detriti. Poi rivolta a Irlando ha detto: «Scriverò un pezzo sulla rubrica che ho su “Oggi” per questo altare». L’architetto aveva sperato ben di più. E non poteva immaginare che sulla sua rubrica Susanna Agnelli avrebbe cominciato in prima persona  una crociata per l’altare: «Aiutatemi a trovare i soldi», scrisse. E scese in campo la Banca europea di investimenti: 220 milioni di vecchie lire. Ma non solo. La senatrice si curò in prima persona di selezionare le ditte e curare i lavori di restauro, spiega Irlando, con un magone nel cuore: proprio di recente aveva invitato Susanna Agnelli a tornare a vedere il suo altare. Questa volta inutilmente.

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