Discarica Terzigno, nuova notte di proteste. Conclusa l’occupazione dei sindaci alla Provincia

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Foto Genny Manzo
Foto Genny Manzo

(Foto Genny Manzo)

Ancora una notte di proteste ieri contro l’apertura della seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio.

I manifestanti hanno cercato di impedire l’accesso alla “Cava Sari” agli autocompattatori, ma si sono trovati di fronte le forze dell’ordine schierate da ogni lato.

Diversi attimi di tensione a Boscoreale, dove il presidio contava circa mille persone comprese famiglie con bambini al seguito, e a Terzigno, dove erano presente un altro centinaio di manifestanti.

A Boscoreale, dopo un primo lancio di lacrimogeni alle ore 23 e 30 circa, che ha sfoltito di molto il presidio, le forze dell’ordine hanno tenuto sotto controllo la situazione.

Diversa la situazione dal lato di Terzigno, dove polizia e carabinieri sono stati oggetto di sassaiole e lanci di bombe carta. Lo scenario, al momento del passaggio degli autocompattatori, alle ore 2 e 30, era quello di una guerriglia appena consumata. Grosse pietre ovunque e un muro tirato giù per cercare di bloccare la strada di accesso alla discarica.

Questa notte è previsto un nuovo presidio, con i movimenti antidiscarica che continuano a chiamare a raccolta la popolazione.

Si è conclusa questa mattina, intanto, l’occupazione da parte dei sindaci vesuviani della sede della giunta provinciale di Napoli. La decisione al termine di un incontro con il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro e l’assessore all’Ambiente, Giuseppe Caliendo, che ha sancito l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per trovare tutte le possibili alternative alla apertura della seconda discarica di Terzigno.

FF

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