Volla: «Rossi o neri, so’ tutti uguali»

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La squallida guerra di manifesti scandita da accuse e offese ha allontanato ormai da tempo l’attenzione dei politicanti vollesi dalla politica, non importa se di alto o basso profilo. Scomparsa dunque quella cosa, la politica, che secondo un’antica definizione scolastica, è l’Arte di governare le società. Quel termine, di derivazione greca (da polis, città), che si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo o di opposizione, è ormai quasi obliato.
Tutta l’attenzione è rivolta al PUC, lo strumento che nel bene o nel male ormai sembra realmente avviato verso la definitiva approvazione ed entrata in vigore. L’opposizione accusa, la maggioranza rilancia e raddoppia il carico di accuse. Politica?
A mio parere il piano urbanistico andava studiato, calato sul territorio ed approvato al più presto per dare un futuro alla cittadina vesuviana. Tutto questo e stato fatto dall’amministrazione Ricci, ma l’opposizione non ci sta. Accusa e sottolinea punti oscuri, illegalità e mancate eco compatibilità. Il mio giudizio resta distaccato: chi governa opera. Qualora a governare fossero stati gli attuali oppositori sarebbero stati bersaglio di strali velonosi come oggi lo è Ricci e il suo governo.
E allora mi viene alla mente un trafiletto pubblicato dal Venerdì di Repubblica del 27 agosto a firma di Curzio Maltese che riprendeva una famosa frase dell’Albertone nazionale: «Rossi o neri, so’ tutti uguali».
Gennaro Cirillo

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