Disastro di Atrani, l’ultimo saluto a Francesca

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(Foto Genny Manzo)
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“Questa morte sia per la vita”. E’ il messaggio del vescovo di Nola nonché vescovo di Amalfi negli anni ’90 Beniamino Depalma, letto durante i funerali di Francesca Mansi, la giovane 25enne scomparsa durante l’alluvione che colpì la città di Atrani il 9 settembre scorso.

La cerimonia si è tenuta alla Basilica di Santa Trofimena di Minori, gremita di cittadini intervenuti a dare l’ultimo saluto alla Mansi.

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Al rito funebre sono presenti oltre ai familiari, il papà Lello, con i figli Maria Teresa, Paola, Vincenzo e Mario, nonché le autorità civili e militari della provincia di Salerno con i 13 sindaci dei Comuni della costiera amalfitana.

Bisogna ricordare che il corpo della Mansi è stato ritrovato quattro giorni fa al largo delle isole Eolie in Sicilia. L’autopsia, effettuata ieri, ha decretato che la 25enne è morta per annegamento, trascinata in mare dalla furia del fiume Dragone esondato.

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Sensibilizzare affinché non accadano più simili tragedie causate dal rischio idrogeologico e dalla corsa alla cementificazione, è stato l’obiettivo dei sacerdoti che hanno officiato la messa o che hanno inviato messaggi di solidarietà.

Abusivismo, degrado, cemento e rischio idrogeologico sono stati i temi del messaggio inviato da Orazio Soricelli, attuale arcivescovo della diocesi amalfitana in questi giorni impegnato all’estero.

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La bara è stata portata a spalla dai vigili del fuoco in uniforme, prima del suo ultimo tragitto verso il cimitero di Minori.

FF

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