Operazione “Goal”: arrestate 22 persone. Scacco ai boss di D’Alessandro e Di Martino-Afeltra

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Patti tra clan, scommesse clandestine, partite di calcio ed elezioni comunali truccate, coltivazione e spaccio di stupefacenti, riciclaggio, usura, estorsioni. C’è un po’ tutto nelle 600 pagine del decreto di fermo firmato dai pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa e dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nell’ambito dell’operazione “Goal” che ha portato al fermo di 24 persone (2 già detenute) e all’implicazione di altri 4 soggetti. Ad eseguire i fermi, tra le 4 e le 8 di ieri, i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, diretti dal capitano Alessandro Amadei, e coadiuvati dai militari delle compagnie di Castellammare di Stabia e Sorrento. In totale, 160 uomini sono stati impegnati in un’operazione che ha portato ai fermi anche dell’attuale reggente del clan D’Alessandro, del boss del clan Di Martino, di un avvocato, di una funzionaria della Intralot, di un ex calciatore di serie B e C, di numerosi fiancheggiatori e prestanome, mentre resta indagato a piede libero l’attuale portiere titolare dell’Andria BAT (Prima Divisione). Le persone fermate sono tutte indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata all’elusione delle misure di prevenzione patrimoniale, esercizio di scommesse clandestine, usura, estorsione e riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Nel corso delle indagini, partite nel 2008 e condotte solo con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, i carabinieri hanno ricostruito le dinamiche camorristiche dell’area stabiese, delineando gli organigrammi dei clan ed individuando i canali di arricchimento dei sodalizi nell’usura, estorsioni e gestione di centri scommesse tramite prestanome, nonché di un sito telematico per l’esercizio abusivo di scommesse e giochi d’azzardo. Sequestrati, inoltre, beni per circa 30 milioni di euro.

Paolo Carolei, 38 anni, è considerato l’attuale reggente del clan D’Alessandro, per il quale si era attivato negli investimenti per riciclare denaro della cosca attraverso le scommesse, truccate o direttamente illegali. Inoltre, grazie a lui è arrivata la “svolta” negli equilibri camorristici che da anni vedevano i D’Alessandro contrapposti ai Di Martino di Gragnano, ed ora alleati in un fronte comune.

Leonardo Di Martino, 52enne boss dell’omonimo clan alleato con la famiglia Afeltra, era ai domiciliari in provincia di Bologna, ed è stato trasferito in carcere. In manette anche il figlio Fabio, 23 anni, già molto attivo nella cosca, e la moglie Annamaria Molinari, 45 anni.

Arrestata l’avvocato delle truffe assicurative, la 47enne Nicoletta Romano, considerata una degli intermediari tra Carolei e le vittime dell’usura. Un’altra donna, la 45enne Concetta Falcone, gestiva i rapporti tra la Intralot e il clan. L’ex calciatore Cristian Biancone, 33 anni, è stato arrestato per aver truccato la partita tra Juve Stabia e Sorrento (serie C, 4 aprile 2009) vinta dagli stabiesi grazie ad un “aiuto” del portiere sorrentino Vitangelo Spadavecchia, 28 anni, indagato a piede libero.

Poi, una serie di “allibratori” clandestini quali i fratelli Michele e Alberto Scannapieco (30 e 35 anni), Francesco Avallone (39), Anna Grieco (23), Antonio Pasqua (36), Giuseppe Gambardella (43), Gennaro Orneto e Alessandro Gargano (24), nonché il finanziatore del clan Ferdinando Palomba (52), i prestanome delle agenzie di scommesse e Francesco Cascone (48), Maria Teresa Iaccarino (46), e gli intermediari con le vittime di usura Gennaro Cascone (57), Vincenzo Cannavale (62), Guglielmo Bonifacio (50) e Aniello Napodano (31).

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