Volla: ritorna l’incubo rifiuti dopo due giorni di sciopero dei netturbini

209

«La pacifica protesta di un gruppo di lavoratori stanchi dopo troppe promesse». Così hanno esordito i rappresentanti sindacali e gli operai che attualmente assicurano il servizio di raccolta dei rifiuti a Volla. In prima fila per chiarire quanto realmente accaduto nei giorni scorsi, presso l’autoparco vollese della ditta Ecological Service che opera nella cittadina vesuviana, Salvatore Gallaro, rappresentante Cil Servizi Ambientali Pomigliano, Luigi Viola e Vincenzo Ferraro per l’Assotrasporti.

«Uno sciopero programmato nel pieno rispetto delle regole e comunicato regolarmente anche alle forze dell’ordine». Nei quindi giorni di preavviso dello sciopero nessun segnale per appianare le controversie e Volla, sabato e domenica, è ripiombata tra i cumuli di immondizia.

«Purtroppo – hanno ribadito i lavoratori – siamo stati costretti a prendere questa drastica decisione e ci scusiamo con i cittadini per il disagio arrecato, ma quella dello sciopero è l’unica arma che abbiamo per lottare contro uno stato di precarietà inaccettabile. Lo sciopero era stato programmato con due settimane anticipo, ma solo il giorno prima che l’agitazione fosse messa in atto, la ditta ci ha invitato ad un incontro per trovare una soluzione. Ci è sembrata una sorta di escamotage per rabbonirci e non una seria volontà di risolvere la questione».

A confermarci i motivi dei due giorni a braccia conserte è proprio Salvatore Gallaro che ci parla di assenza di busta paga da diversi mesi e di ritardi sui pagamenti. «Temiamo anche per quanto riguarda il regolare versamento dei contributi previdenziali, ma resta oscuro perché non riusciamo ad avere risposte chiare e chiarificatrici. Alle nostre proteste – ha ribadito Luigi Viola – la ditta in più occasioni ci ha risposto che in assenza di un mandato di pagamento da parte del comune non potevano essere pagati gli stipendi». Ma alle pressioni che gli operatori ecologici hanno fatto presso le autorità comunali la risposta è stata chiara e allo stesso tempo drammatica: «in assenza di presentazione dei precedenti DM (Modulo di versamento dei contributi) l’Ente non può erogare fondi». Una risposta che ancora una volta avvalora i dubbi degli oltre trenta operai che temono per il regolare versamento di quanto dovrebbe garantirgli una dignitosa vecchiaia.

Sabato mattina, poi, l’episodio che ha fatto indignare gli operai impegnati a Volla. A rimpiazzarli la ditta appaltante incarica un gruppo di operatori già in servizio in altri comuni. Dopo una civile discussione l’unica richiesta da parte degli operai vollesi: attendere che fosse presentata presso la locale stazione dei Carabinieri una denuncia su tutto quanto stava accadendo. «Subito dopo – ci ha confermato il sindacalista Vincenzo Ferraro – i mezzi e gli uomini portati dalla ditta, precedentemente identificati dai Carabinieri e dalla Polizia Municipale, avrebbero potuto svolgere nel migliore dei modi possibile il servizio. Ciò non è accaduto».

«Oggi siamo rimasti allibiti – hanno aggiunto gli operai – nel rilevare che tutti i quotidiani locali hanno riportato solo quanto dichiarato dai responsabili della Ecological Service. Si parla di minacce, aggressioni e azioni di forza in seguito alle quali non sarebbe stato possibile far partire i mezzi e ripulire la città. Si è data ingiustamente l’immagine di una protesta violenta e lontana dai canoni del civile diritto allo sciopero».

In effetti i giornali locali hanno riportato più o memo tutti la stessa notizia che parlava di uno stop forzato del servizio. La cosa ci è stata smentita, con dati di fatto, dai rappresentati dei lavoratori: «Sul cantiere erano presenti un ispettore e diversi uomini della Polizia di Stato e dei Carabinieri, il comandante Formisano e due pattuglie della Polizia Municipale e di certo le forze dell’ordine non ci avrebbero permesso l’atteggiamento minaccioso ed ostruzionistico di cui parlano i vertici della Ecological».

Gallaro e Ferraro, che in prima persona si sono recati dai Carabinieri di Volla hanno dichiarato che una volta sporta la denuncia e fatta presente alle autorità di polizia presenti sul cantiere, nonostante lo stato di agitazione indetto, davano la piena disponibilità a far sì che i mezzi uscissero dall’autoparco per il servizio previsto.

«In realtà – ha sottolineato Ferraro – noi non abbiamo minacciato nessuno. A non voler uscire per il servizio sono stati gli operai che avrebbero dovuto sostituirci. Il responsabile della ditta il signor Luigi Nocerino si è recato in municipio e ha comunicato ufficialmente al primo cittadino, Salvatore Ricci, che il servizio non sarebbe stato espletato perché era troppo tardi e gli operatori ecologici erano stati richiamati nelle loro sedi di appartenenza avendo del resto terminato il loro orario di servizio». Gira anche la voce che i lavoratori giunti a sostituire i colleghi in sciopero, una volta viste le condizioni in cui verserebbero i mezzi vollesi abbiamo preferito evitare di mettersi in situazioni poco chiare.

Fatto sta che nella dichiarazione fatta al primo cittadino non si parla di minacce e tantomeno di impedimenti causati dai lavoratori in sciopero.

Dalla parte dei lavoratori vollesi sono scesi anche diversi commercianti ed in particolare il rappresentante locale dell’Aicast, Gennaro Russo che ha palesato il malcontento della categoria per un servizio che non è mai stato all’altezza, non per colpa degli operatori, ma a causa di una raffazzonata organizzazione puntando in particolare l’attenzione sulla carente e approssimata raccolta dei cartoni nonché su altri servizi aggiuntivi al servizio di ecologia.

La posizione del sindaco di Volla, che già aveva chiesto la rescissione del contratto alla Ecological Service nei giorni scorsi, riconfermando tale volontà con un manifesto apparso domenica mattina a Volla, è di piena solidarietà con i 34 lavoratori, in gran parte vollesi, che stanno vivendo una situazione difficile.

Da domani, intanto, tutti di nuovo a lavoro, con un pugno di mosche in mano, l’ingiusta fama di violenti e nessuna soluzione all’orizzonte.

Gennaro Cirillo

Share

Lascia una risposta