Rapine tra Castellammare e Torre del Greco: condannati due napoletani

Tornano in carcere i componenti della banda di rapinatori che saccheggiò gli istituti bancari di Castellammare di Stabia e Torre del Greco. Stamattina sono finiti in manette Giuseppe Iaccarino, 50enne ed Antonio Severino 32enne, entrambi napoletani. Ad eseguire un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa ieri dal Tribunale di Torre Annunziata per associazione a delinquere, rapina continuata e pluriaggravata, nonché sequestro di persona continuato, gli agenti delle Squadre Investigative dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Torre del Greco e Castellammare di Stabia. Iaccarino è stato condannato a 20 anni di reclusione ed al pagamento di 4.700 euro di multa mentre Severino, a 16 anni e 8 mesi di reclusione e 4000 euro di multa. La sentenza scaturisce da una laboriosa indagine condotta dalla Polizia, susseguente a quattro rapine in banca consumate tra il 25 marzo del 2008 ed il 13 ottobre dello stesso anno nei Comuni di Castellammare di Stabia e Torre del Greco. Le modalità di esecuzione delle rapine, accompagnate dall’utilizzo sistematico del sequestro di persona, hanno fornito le basi per l’attività investigativa risoltasi poi nel provvedimento della magistratura.

La gang napoletana fu incastrata il 5 dicembre 2008 per aver messo a segno almeno 4 colpi. Ad organizzarli un terzo uomo, il 55enne Giuseppe Arena, pregiudicato di Secondigliano, considerato il più esperto della banda. La complessa attività investigativa, coordinata dalla magistratura torrese, sotto la direzione di Diego Marmo e Immacolata Sica, fu eseguita dagli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia, agli ordini del primo dirigente Luigi Petrillo e del vicequestore Stefania Grasso, e dei colleghi di Torre del Greco, diretti dal primo dirigente Paolo Tarantino e dal vicequestore Donatella Grassi. Arena, latitante fino a qualche giorno prima del blitz di due anni fa, aveva preso la direzione della gang. Finì in manette nei pressi dell’ospedale Loreto Mare, dove si stava recando per alcuni controlli con addosso documenti falsi. Era latitante da circa un anno, dal 10 dicembre 2007, quando evase dal carcere di Bologna dove era detenuto per altre rapine (da scontare ancora 12 anni e 9 mesi). Arena organizzava i colpi, studiati a tavolino anche per settimane. Iaccarino, Severino ed un quarto complice effettuavano appostamenti per giorni, in particolare all’orario di chiusura delle banche, quello preferito per colpire. Situazione del traffico, orario di fine turno della guardia giurata, chiusura dello sportello, numero di clienti a fine giornata. Insomma, una vera e propria pianificazione della rapina. Dopo aver raccolto i dati dettagliati, Arena decideva quale banca colpire e a che ora. Le modalità, invece, erano sempre le stesse. Proprio l’esperto rapinatore 53enne entrava per primo, poco prima della chiusura. Quasi sempre come ultimo cliente, eventualmente aspettava che andassero via gli altri o, in alternativa, li rendeva ostaggi. Sempre con il volto camuffato da una folta barba finta, occhiali da sole ed un cerotto al naso, Arena utilizzava sempre la scusa dell’apertura di un conto corrente. Fingeva di compilare i documenti, fino all’ingresso dei complici, anche loro camuffati da occhiali, cappellini con visiera abbassata e barba. In quel momento mostrava una pistola, spesso solo il calcio che era infilato nella cintura dei pantaloni: tanto gli bastava per costringere il bancario a farsi portare nelle cassette di sicurezza oppure dal direttore, mentre eventuali clienti e gli altri dipendenti della banca venivano chiusi solitamente nel bagno della banca. Senza possibilità che potessero essere chiamati i soccorsi, Arena, Iaccarino e Severino completavano l’operazione, svuotando le casse dello sportello bancario. I 4 colpi accertati si aggiravano sempre intorno ai 200 mila euro l’uno, per un totale di almeno 800 mila euro di bottino. A Torre del Greco, i rapinatori avevano colpito sempre nel 2008: il 25 marzo, il 18 aprile e il 13 ottobre. Nel frattempo, l’11 luglio 2008, c’era stato il colpo a Castellammare di Stabia.

Questa mattina, i due sono stati pertanto raggiunti presso le comunità terapeutiche dove stavano scontando gli arresti domiciliari. Giuseppe Iaccarino era presso una comunità terapeutica di Castel Volturno (Caserta), per un provvedimento del Tribunale di Napoli. Antonio Severino era invece presso una comunità terapeutica di Secondigliano per un provvedimento della Corte d’Appello di Napoli. Entrambi i provvedimenti riguardavano reati di rapina. In mattinata, i due arrestati sono stati pertanto condotti alla Casa Circondariale di Poggioreale.

Dario Sautto

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