Gli scontri si allargano ai paesi vicini, due terzignesi denunciati. Il Papa: “Soluzione condivisa al problema”

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La protesta di Terzigno dilaga e si allarga ai paesi vicini. Anche San Giuseppe Vesuviano è stata raggiunta dalle barricate alzate dai gruppi in rivolta contro la discarica. Strade bloccate e negozi chiusi nella “città del commercio”. Qualcuno parla di solidarietà nei confronti dei vicini Comuni direttamente interessati dalla problematica della discarica, qualcuno parla di serrata imposta dai famosi “manifestanti in motorino” che imperversano per le strade vesuviane, fomentando forme dure di rivolta. Resse anche presso i vari istituti scolastici, con genitori preoccupati per l’incolumità dei propri figli. A tal proposito, oggi pomeriggio sono arrivati i primi provvedimenti. I poliziotti del commissariato San Giuseppe Vesuviano hanno denunciato in stato di libertà due uomini, un 47enne e un 41enne, entrambi di Terzigno. Il primo è stato denunciato per i reati di manifestazione non autorizzata, istigazione a delinquere, interruzione di pubblico servizio e porto abusivo d’arma in luogo pubblico. L’altro è stato denunciato per  manifestazione non autorizzata e interruzione di pubblico servizio. I due uomini, eri mattina unitamente ad altre persone in fase di identificazione hanno effettuato una manifestazione estemporanea nel comune di San Giuseppe Vesuviano, il 47enne brandendo una grossa catena incitava le altre persone ad occupare la sede stradale tra via Astalonga e Via Marciotti. La catena è stata sottoposta a sequestro. Il vescovo di Nola, attraverso una nota ufficiale, interviene nuovamente sulla questione e invia un chiaro messaggio alla politica: «La legge è per l’uomo e non l’uomo per la legge». Un duro giudizio anche contro la pioggia di milioni di euro che sarà “sversata” su Terzigno: «Meglio poveri e dignitosi che sudditi e destinati a vivere di veleni». Si alza anche la voce autorevole del papa sull’emergenza rifiuti. Attraverso un telegramma inviato alla diocesi di Nola, il sommo pontefice incoraggia mons. Depalma a «farsi interprete della sua vicinanza spirituale nell’auspicio che, con il concorso e la buona volontà di tutti, sia trovata una giusta e condivisa soluzione al problema».

Antonio Averaimo

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