Gragnano, pizzerie: ristoratore ai domiciliari. La soluzione resta la riperimetrazione della zona rossa

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L’emergenza pizzerie continua, e a Gragnano arriva il primo arresto. Si tratta di un ristoratore 35enne, G.D., che ha preferito i domiciliari alla chiusura del suo locale, considerato abusivo. Questa è l’ennesima mazzata per l’economia gragnanese, colpita nelle ultime settimane da una vera e propria ondata di chiusure che ha costretto un centinaio di persone a casa, senza lavoro, e almeno 20 tra pizzerie e ristoranti alla chiusura. Le attività ristorative sotto sigilli sorgono per lo più in zona rossa, e sono state oggetto di chiusura da parte dei carabinieri del Nas, che hanno avuto mandato dalla Procura di Torre Annunziata per effettuare controlli incrociati con vigili urbani e personale dell’Asl. Dunque, ora a Gragnano è sempre più difficile gustare il panuozzo, visto che un gran numero di locali sono stati chiusi. Sulla lista “nera” della Procura torrese, però, ci sono almeno altre 15 pizzerie gragnanesi, tutte considerate abusive, poiché sorgono in zona rossa, ad alto rischio idrogeologico, oppure sono in possesso di autorizzazioni che non permettono l’attività. Adesso l’amministrazione comunale sta lavorando ad un piano che possa evitare ulteriori chiusure e, quindi, per non mettere definitivamente in ginocchio il settore trainante dell’economia gragnanese, pari alla produzione di pasta per numero di lavoratori impiegati. La scorsa settimana si è tenuto una conferenza dei servizi in Comune, dalla quale è emersa come prima soluzione la riperimetrazione del territorio per eliminare il vincolo paesaggistico dalle zone interessate da alcune attività ristorative. «Stiamo lavorando per trovare piano urbanistico – spiega il sindaco Annarita Patriarca – che possa fare da equilibrio tra legalità e necessità economico-commerciale del territorio. Purtroppo dobbiamo fare i conti sia con le leggi sia con le necessità della comunità, che spesso non coincidono, poiché le passate amministrazioni non hanno pensato mai a trovare soluzioni. Ci confronteremo nuovamente giovedì, sperando che la prossima conferenza dei servizi possa essere quella giusta per la soluzione del problema».

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