Interpellanza alla Camera sul Puc vollese

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Dopo la conferenza stampa nella sede del Pd di Volla svoltasi alcune settimane fa, i democratici hanno fatto seguire alle parole i fatti presentando in parlamento il documento che pubblichiamo in versione integrale.
Camera dei Deputati – Seduta n. 386 del 20/10/2010 – BOSSA, PICCOLO e REALACCI – Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:
con delibera 150 del 1° agosto 2008 la giunta comunale del Comune di Volla, provincia di Napoli, ha adottato la proposta di nuovo piano urbanistico comunale (Puc), approvata poi dal consiglio comunale in data 22 maggio 2010;
secondo la legge regionale n. 16 del 2004 la proposta di Puc va corredata dei pareri obbligatori dell’Asl, dell’autorità di bacino, della valutazione di impatto ambientale, e altri atti richiesti alle autorità competenti solo ad aprile 2009, dopo l’approvazione della proposta stessa di Puc;
con delibere n. 37 e n. 38 del 15 luglio 2009 il consiglio comunale di Volla ha proceduto alla valutazione delle osservazioni pervenute e alla adozione della proposta di Puc, senza che la stessa fosse corredata dei previsti pareri richiesti dalla legge, mentre alcune osservazioni presentate da assessori e consiglieri comunali sono state approvate con il parere contrario del tecnico estensore del Puc, perché giudicate in contrasto con l’impianto urbanistico del Puc;
l’atto adottato prevede la completa cancellazione degli ultimi spazi verdi rimasti per far posto ad una imponente cementificazione del territorio; sono previsti, infatti, circa 5mila nuovi alloggi, che
determineranno un incremento di popolazione tale da portare Volla ad almeno 50mila abitanti, su un territorio di 5 chilometri quadrati immediatamente a ridosso della città di Napoli, con un impatto ambientale elevato in termini di inquinamento da smog, da sovraffollamento, con carenza di servizi come scuole primarie, fognature, parcheggi, strade;
la direzione Urbanistica dell’amministrazione provinciale di Napoli, con proprio atto del 3 settembre 2010, ha dichiarato che l’atto urbanistico del Comune di Volla va «rimodulato, integrato e corretto» perché difforme da quanto previsto dalla legge regionale n. 14 del 1982;
il comune di Volla, come gran parte dell’area metropolitana di Napoli, è attraversato duramente anche dal fenomeno dell’abusivismo edilizio che crea danni nascosti e gravissimi all’ambiente, al sottosuolo, alla vivibilità, alla salute pubblica, come dimostra la recente tragedia di Afragola, con il crollo della palazzina del centro storico durante un nubifragio;
il comune di Volla è stato già oggetto, nel 2004, di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche e gran parte dei rilievi mossi allora dalla commissione d’accesso nominata dal prefetto di Napoli, che ha poi condotto allo scioglimento, riguardavano proprio l’intreccio tra politica, camorra e interessi legati al mondo dell’edilizia speculativa; inoltre alcuni degli esponenti politici indicati nella relazione della commissione d’accesso del 2004 sono stati rieletti in consiglio comunale;
sul tema delle infiltrazioni camorristiche e affaristiche nella vicenda dell’approvazione del Puc è in corso una indagine dei carabinieri, che stanno acquisendo documentazioni, atti e informazioni per riferirne all’autorità giudiziaria;
recentemente un assessore della giunta comunale ha ricevuto una lettera intimidatoria, con il bossolo di un proiettile e con frasi minacciose che lo invitavano a dimettersi; su tale episodio stanno indagando gli inquirenti ed è il segno tangibile del clima difficile di condizionamento e minacce nel quale gli organi istituzionali sono chiamati ad assumere le proprie decisioni;
una nuova ondata di cemento, delle proporzioni rappresentate dal Puc, è senza dubbio un tema sensibile per gli affari di camorra su un territorio ad altissima densità criminale, che, soprattutto lungo la linea di confine col comune di Casalnuovo, nella frazione «Casarea», è già assurta agli onori della cronaca nazionale, a febbraio 2007, per una vasta lottizzazione abusiva seguita da sequestri ed abbattimenti nonché da condanne penali inflitte proprio nei giorni scorsi nei confronti di costruttori, tecnici, proprietari dei suoli, dirigenti comunali ed esponenti della malavita locale;
l’enorme questione ambientale è sempre più aperta nel comune di Volla e in altri comuni dell’area metropolitana di Napoli, in considerazione sia del fenomeno dell’abusivismo edilizio, che erode il sottosuolo, e trasforma il territorio, sia delle decisioni assunte in alcuni casi dagli enti locali, che, a fronte di luoghi dissestati, invece di ridurre le volumetrie e aumentare gli spazi verdi, stanno conducendo i loro territori, con i Puc, ad una cementificazione estrema, massiccia, con un tale aumento di volumetrie e densità abitativa da mettere a rischio l’ambiente, la tenuta del territorio e la stessa pubblica incolumità -:
se e come il Ministro interrogato intenda attivarsi perché sia compiuto anche attraverso gli uffici territoriali di Governo, un accesso agli atti al comune di Volla, per la verifica di eventuali infiltrazioni e condizionamento camorristici, dal momento che le evidenze che nel 2004 hanno condotto allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, non sembrano superate e sembrano essersi acuite in occasione degli interessi legati alla costruzione dei 5mila vani previsti del nuovo Puc, come dimostrano sia la storia degli interessi criminali su quella zona sia alcune importanti inchieste avviate dall’autorità giudiziaria e dalle forze di polizia.

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