Portici: il business della questua

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A Portici, ma sarà sicuramente uguale nelle altre cittadine italiane, ogni negozio o centro commerciale è presidiato da un extracomunitario che, col classico segno della mano alla bocca “pè magnà”, chiede l’elemosina per oltre 10 ore al giorno e neanche le intemperie lo fa desistere. In realtà non ci facciamo neanche più caso fin quando non ne vedi uno sulla Circumvesuviana da Napoli con un cellulare ultima generazione che molti non possono permettersi neanche a rate. E allora scatta la curiosità del mestiere e ti poni la domanda: ma questo “mestiere” rende? Non ci vuole molto (le monetine vengono spesso date agli stessi supermercati) a rimanere a bocca aperta: in via Libertà, via L.Da Vinci, Corso Garibaldi e Via Diaz, l’incasso giornaliero varia mediamente dai 70 ai 120 euro. E tutto esentasse. Con l’ulteriore agevolazione che quel “pè magnà” è anche falso considerato che sono ospiti fissi, pranzo e cena, alle mense delle varie Caritas. Sembra incredibile ma è così!

E ci torna alla mente il pensionato italiano che va a rovistare nella spazzatura alla ricerca di qualcosa di utile. E ci va nottetempo con la paura di perdere quel minimo di dignità che gli impedisce di stendere la mano.  E ci tornano alla mente i tanti giovani disoccupati costretti a chiedere l’euro alla mamma e a guardare le vetrine sognando soltanto.

E ci tornano alla mente i tanti mariuoli politici che hanno rubato alla povera gente e sono ancora liberi di reiterare il reato.

Ci verrebbe ancora una maledetta voglia di fare qualcosa di concreto per equilibrare le risorse (la politica pulita) ma poi torna la rassegnazione dell’età avanzata e della vigliaccheria: ma chi m’o ffà fà. E torno a regalare i 10 cent a chi stende la mano.

Gianni Di Napoli

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