San Giuseppe Vesuviano, omicidio Pizza: una fiaccolata per dire “no” alla violenza

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Un «no» deciso alla violenza è quello che hanno gridato forte i partecipanti alla fiaccolata in memoria di Giuseppe Pizza, il giovane barbaramente ucciso con una coltellata al cuore nella notte tra il 17 e 18 ottobre scorso. E anche un appello da parte dei familiari per rompere il muro d’omertà che sembra separare gli inquirenti dalla verità sui fatti: «Chi sa parli». Sono stati proprio loro a volere fortemente questa manifestazione, subito affiancati dalle istituzioni, dalla chiesa locale, dalle scuole. Erano rappresentati tutti i settori della società civile nella triste marcia verso il luogo dell’assassinio in via Croce Rossa, a testimoniare la volontà di denunciare e mettere fine a un’escalation di violenza fra le nuove generazioni che ha avuto il suo culmine proprio con l’omicidio di Pizza. Il sindaco Ambrosio ha ribadito il suo impegno a portare avanti un tavolo con le forze dell’ordine per ridare sicurezza ai cittadini. C’è chi chiede l’installazione di impianti di videosorveglianza in punti critici del paese, una soluzione che in altri territori ha portato buoni risultati. Dopo la fiaccolata, la messa celebrata dal vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, che non lesina critiche: «Il nostro è un territorio inquinato in tutti i sensi. Oltre alla crisi economica c’è una crisi umana». Il giovane Giuseppe Pizza, appena 28enne, fu ucciso probabilmente per futili motivi di viabilità e lasciato morire in un lago di sangue. Il cerchio delle indagini si è stretto intorno ad un gruppo di giovani frequentatori abituali della strada dov’è avvenuta l’uccisione. Attualmente risulta iscritto a piede libero nel registro degli indagati un giovane di 19 anni, su cui pendono gravi indizi. Le indagini sono condotte dai carabinieri della  compagnia di Torre Annunziata e dai colleghi di San Giuseppe Vesuviano, coordinati dal capitano Luca Toti. Nelle ultime ore, sul tavolo dei magistrati della Procura di Nola sono state depositate diverse linee investigative. A breve si attendono importanti sviluppi nell’accertamento dei responsabili.

Antonio Averaimo

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