Print, patch and 3D.

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Sperimentazione. Questo l’imperativo categorico degli stilisti per la stagione. Sperimentazione ma anche contaminazione: di generi, stili, materiali. Fucina di idee: la strada, capace di dar vita ad uno streetwear libero, forte e maturo dal punto di vista della costruzione..Quasi sartoriale lo si potrebbe definire.

Esempio lampante la collezione Balenciaga pervarsa da un bon ton avvenieristico, dal sapore, appunto, tradizionale.

La differenza si concentra non sul tema scelto- presente  futuro da sempre sono la fonte ispiratrice dello stilista-, ma sulla tridimensionalità delle stampe: illusione ottica e patchwork di tessuti. Ispirazioni tramutate in sensazioni tattili evocati da mise 3D che si rifanno ad oggetti di uso domestico e a materiali come formica e schiuma sintetica sostituiti da tessuti preziosi come cachemire, pelle e pelliccia- ma anche nylon e plastica-. Il 3D proposto nel print contagia anche le forme e le lavorazioni dei capi. Gli abiti si arricchiscono di sovrapposizioni e di inediti mix a effetto “incompiuto”, con inserti in contrasto che sbucano dal taglio classico del tubino. Intagliare, traforare, assemblare, impunturare materia con sovrapposizioni e inediti mix -ricami tridimensionali e macro matelassè a rombi o verticale- a effetto “incompiuto”. Inserti , o meglio, incastri materici che sbucano dai tagli classici di pant slim, cappotti cocoon a uovo con maniche ad arco, abitini design e tuniche strette in vita da cinture.

Grande protagonista si rileva il colore. Accanto al suo opposto formale- total black- troviamo colori pastello-acquamarine, azzurri, celesti, verdi pisello, fragola, rosa- e toni acidi e brillanti -giallo fluo- che mescolandosi con il candore del bianco non rendono affatto chiassose queste mise ricche e strutturate. Anzi..sottolineano l’allure soft chic di una collezione impregnata di tradizione, pronta però alla ribellione, preppy, giovane e sorprendentemente creativa.

M.Chiara D’Apolito

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