Vico Equense: il Partito Democratico con il “porta per porta” continua il dialogo con la città

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Il Partito Democratico di Vico Equense si prepara alle prossime amministrative dopo cinque anni di opposizione aspra quanto impotente. Schiacciato da una maggioranza straripante in consiglio comunale, il Pd cittadino ha trovato degli ostacoli enormi nella sua azione politica, considerata in molti casi marginale e staccata dalla realtà. A fare da argine a qualsiasi iniziativa è stato soprattutto il sindaco Gennaro Cinque, con la sua preponderante figura onnipresente su tutti i cantieri, attento ad accontentare chiunque, a non lasciare nessuno dei suoi elettori e fedeli a mani vuote. Con una politica estremamente arretrata, di antica memoria, dove il diritto viene cancellato e sostituito della pretesa di rappresentare l’amicone di tutti, il benefattore sociale che tutto fa e risolve.

Gennaro Cinque ha ridotto nel tempo il suo gruppo di ferro a pochi assessori e a un paio di funzionari con i quali lavora in simbiosi. Tre o quattro persone che fanno terra bruciata attorno a sé. Per ottenere dei vantaggi bisogna inserirsi in questo giro “confidenziale”, strizzarsi l’occhio. Accettare grandi pacche sulle spalle con la speranza di far parte prima o poi della grande tavolata paesana.

In questo clima si può immaginare quali siano state le difficoltà di chi, come il partito democratico, abbia posto delle domande, cercato un percorso nel quale aprire un confronto su ciò che poteva essere un vantaggio per la collettività intesa come molteplicità di risorse, di impresa, di bisogni differenziati. Difficilissimo aprirsi un varco quando un sindaco si fa venerare quasi fosse un santo che risolve i problemi di tutti. Quando con un sindaco, più che avere dei rapporti istituzionalmente corretti,  c’è necessità di stringere un vincolo di “amicizia” finalizzata alla reciproca compiacenza.

Eppure, in questi cinque anni, il partito democratico, sebbene nelle difficoltà che lo hanno assediato, qua come a livello nazionale, è stato sempre presente sulle questioni principali di Vico Equense. Sulla scuola come sui parcheggi selvaggi, sulla viabilità come sulle questioni di democrazia e legalità, sui temi sociali come su quelli istituzionali. Interrogazioni, Consigli Comunali straordinari, manifesti informativi, convegni, manifestazioni pubbliche, hanno tentato di risvegliare i cittadini dal torpore. Ma, se da un lato i richiami erano appetibili per una parte di abitanti stufi di un malgoverno approssimativo e senza progetti per il futuro, dall’altra il silenzio e  l’indifferenza politica degli amministratori ha smorzato ogni possibilità di dialogo e di azione politica influente.

Il punto di maggiore forza per Gennaro Cinque è stato e continua ad essere la “montagna”, cioè quella che nel gergo locale rappresenta le frazioni collinari tra Massaquano, S. Andrea e soprattutto Moiano. “Un sindaco per la montagna”, così veniva, e viene, appellato Gennaro Cinque dai suoi simpatizzanti in collina, un sindaco che, a loro dire, invece che a  Vico Centro, finalmente si rivolgesse a loro direttamente e lavorasse solo per loro. Questo è uno dei limiti culturali  maggiori di questa amministrazione, basta aggirarsi nelle strade di queste frazioni per capire quanto sia insormontabile il muro di complicità che si è stabilito tra gli abitanti e il Sindaco. Può sembrare strano ma un egoismo sociale si aggira da cinque anni su questo territorio generoso da sempre. Oggi, non viene in mente, ad esempio, che se l’Istituto comprensivo Caulino di Moiano ha usufruito di tanti vantaggi, compresa la mensa con cucina in loco, altre scuole del territorio sono state enormemente svantaggiate, addirittura qualcuna si è chiusa.

Così come è difficile spiegare che un paese non può avallare una politica di “separazione”.  Che Vico Equense deve svilupparsi per intero perché nessuno trarrà vantaggi a lungo termine se pensa solo a sé. Eppure, in questi anni di galleria chiusa si sarebbe dovuto prendere atto che se non ci sono investimenti forti al centro diminuiscono i vantaggi per tutti.

Vico Equense, se vuole crescere e svilupparsi in tutti i sensi, non ha bisogno di un sindaco per la “montagna”, ha bisogno di un sindaco per la Città.

Il pd cercherà ancora una volta di spiegare queste cose durante il “Porta per Porta” che procederà lungo le strade del centro e che continuerà fino al 15 dicembre nelle frazioni di Moiano e di Ticciano.

Consapevole che la strada è complicata e piena di ostacoli, come sempre, ma tentando,  con la forza del diaologo,  non avendo altri poteri, di convincere gli indecisi e i delusi che non è detta l’ultima parola, che c’è un altro modo di fare politica. Quello del fare bene a lungo e per tutti, fuori dal favoritismo miope e “alla giornata”.

Maria D’Ordia

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