Vico Equense: grandi manovre nel centrodestra di Gennaro Cinque

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Vico Equense, domenica mattina, intorno alle 13.00. Alcuni rappresentanti del patito democratico girano tra i palazzi del centro per il “Porta per Porta”, quando si imbattono nel sindaco Gennaro Cinque. Una presenza inusuale, questa, nel finesettimana e a ora di pranzo. Al sindaco, per scherzo, viene consegnato il volantino del pd con l’invito a leggerlo, perché si parla male di lui. Cinque subito si lancia in una difesa strenua del suo operato e, in particolare, audacemente, paragona le scuole di Vico Equense al modello svizzero: efficienza e grande qualità, rispetto al passato. Ma si spinge persino oltre, chiedendo di essere invitato a una riunione del pd sulla scuola per dare tutte le chiarificazioni di questo mondo. Per spiegare perchè una scuola così a Vico Equense non si era mai vista.

Verrebbe da chedergli come mai le spiegazioni non le ha mai date in consiglio comunale, ma Gennaro Cinque è come sempre troppo affabile, un compagnone anche in questa occasione, insomma. E si allontana col  volantino del pd in bella vista. Forse vuole dimostrare che lui può andare in giro con quello che vuole, pure con la bandiera dell’avversario. Niente lo diminuisce perché è lui a contare, la sua persona, sotto qualsiasi bandiera. Forse, si mormora, la sta cercando una bandiera, visto che non c’è più quella di Forza Italia né quella del PDL.

Poco dopo lo si ritrova ai tavolini in piazza seduto in compagnia dei suoi amici, anche questo è un quadretto raro a vedersi. Il sindaco del fare si rilassa un attimo con l’aperitivo. Oggi i cantieri sono chiusi. Incredibile a credersi, ma lo si ritrova anche la sera successiva in un pab del centro a guardare le bella e sofferta partita Napoli-Palermo insieme ai suoi concittadini, sempre in compagnia dei fidi scudieri collinari!

Insomma, a fine mandato, il Sindaco scende anche nella bassa di Vico in due occasioni vicinissime tra loro per farsi vedere in qualità di cittadino comune che fa le cose che fanno tutti. Gli abituè della piazza e dei pab lo notano, con curiosità e divertimento, visto che in genere, da queste parti, lo si vede solo in veste di capocantiere o con la fascia sui fianchi dietro le processioni.

Dopo queste performances cittadine, però, subito si diffonde la voce che Gennaro si fa vedere in giro perché ha timore per le prossime amministrative. Infatti, spiegano i ben informati, si profilano all’orizzonte due candidati avversari che a Vico Centro potrebbero fare incetta di voti e fargli fare il capitombolo. Uno dovrebbe essere Dilengite l’altro Starace, nomi non ancora ufficializzati, ma che ormai sono quasi sicuri. E con avversari di questo calibro Cinque avrebbe ragione di temere. Il ballottaggio inevitabile potrebbe avere conseguenze fatali per lui.

Va letto in questa chiave, secondo i suoi amici, anche il fatto che Cinque stia già  preparando una potente armata capace di intercettare quanti più consensi possibili soprattutto a Vico Centro.

Innanzitutto sta mettendo a punto la Giunta rimasta vacante in alcuni assessorati. New entry sicura, già da qualche mese, quella di Franco Lombardi che andrebbe ai lavori pubblici. Lo stesso Lombardi non ne fa un mistero. Dice “Visto che appoggeremo Gennaro Cinque con una nostra lista, tanto vale entrare subito in Giunta, anche se manca poco alla scadenza elettorale”. La lista di cui parla Lombardi dovrebbe essere quella rinnovata e corretta della “Fenice”, già in competizione alle amministrative di cinque anni fa. Priva di Cosiglio Cannavale, ma con la presenza sicura di nomi eccellenti che garantiranno, a suo dire, almeno 2.500 voti.  Poi Lombardi si lascia sfuggire che in effetti le dimissioni della sig. Brigida De Somma sopraggiunte in queste ore, non siano state improvvise e inaspettate ma facevano parte di un accordo tra il sindaco e Colline Vicane, altra lista civica delle scorse amministrative. A conferma di ciò il ritorno in Giunta di Giuseppe Russo, ex assessore dimissionato dallo stesso Cinque, oggi di nuovo in auge, a suggello di una pace finalmente raggiunta.

A Lombardi, come già detto, dovrebbe andare l’assessorato ai lavori pubblici, anche se, confidenzialmente, abbozza”Preferirei le Politiche Sociali in quanto, stando in contatto quotidianamente con la gente, potrei lavorare meglio in questo campo. Ma non mi sognerò mai di togliere il posto a Lello Esposito, non sarebbe corretto dato che sta lavorando molto bene”. Se gli si chiede come mai, lui che fu il candidato sindaco per il centrosinistra nel 2001, abbia cambiato bandiera, Lombardi risponde che in realtà si sente un moderato vero e non si impantana in questioni di destra e sinistra. A lui piace la “buona politica, indipendentemente dagli schieramenti”.

Maria D’Ordia

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